ELEZIONI Ancora incertezze tra Pdl e Lega, mentre al programma del Pd lavorano i "vecchi". La coalizione di centro si allarga
Mercoledì 30 Marzo 2011, Rovigo - La Grosse koalition alla polesana va avanti e cerca pure di diventare ancora più larga. Lunedì sera c'è stata una maxi riunione davanti a una pizza che ha coinvolto il Terzo polo, ossia Udc, Futuro e libertà e Alleanza per l'Italia, più Forza Rovigo con Paolo Avezzù e il leader di Forza Polesine Renzo Marangon, Gianni Saccardin per i Moderati di centro, gli assessori comunali Giovanni Cattozzi e Angelo Milan, l'ex assessore Riccardo Rizzo che potrebbe fare una sua lista civica e il presidente dell'Iras Albertino Stocco.
Una grande tavolata ad alto tasso di democristianità, è la battuta circolante, ma che mostra come stia facendo proseliti l'idea di mettere in piedi un'area centrista lanciata sabato scorso dal vertice regionale dell'Udc Antonio De Poli, anch'egli presente alla serata.
Certo non mancano le difficoltà, anche perché si tratterebbe di far coesistere chi guarda spiccatamente a centrodestra come Futuro e libertà, e chi sta governando con il centrosinistra come Milan, seppure quest'ultimo sia in rotta totale con il Pd. Il confronto procede, comunque, e le basi ci sono, seppure gli aspiranti candidati sindaco a questo vertice non manchino, da Avezzù a Rizzo per finire a Saccardin, solo per citarne alcuni.
Intanto sul fronte del Pdl non ci sono novità. Le ufficializzazioni attese della candidatura di Bruno Piva per il Pdl sono state ancora rimandate, perché la Lega ha chiesto un'altra settimana di tempo per sciogliere le riserve. Si continua a sostenere che l'intesa su Piva ci sia, ma il Carroccio pare procedere su una strada dissestata, con diversi esponenti che tirano per correre da soli e in campo sempre l'idea dell'imprenditore Franco Berti o della segretaria della Cisl Valeria Cittadin quali candidati sindaco. Questa corrente è convinta di diventare il primo partito in città, approfittando del Pdl spaccato, e di andare al ballottaggio. In questo quadro la sfida finale potrebbe assumere qualunque volto con effetti devastanti per Pdl, Pd e Lega stessa, per chi ne restasse fuori.
Il Pd rodigino, nel frattempo, ha fatto circolare tra i propri iscritti una mail per avvisare dell'esito della riunione di lunedì sera, che a quanto si sa è stata disertata da diversi esponenti storici del partito e anche attuali amministratori comunali, nella quale si parla della necessità di risvegliare la città dal «congenito torpore» (il che pare una bocciatura della giunta e della maggioranza uscente) e si comunicano i nomi delle commissioni che lavorano al programma. Scelte un po' singolari se la filosofia con la quale Federico Frigato si presenta alle urne, e sostenuta dal vertice del partito, è il rinnovamento, il portare volti nuovi sulla scena politica. Al programma, per esempio, lavoreranno Giovanni Papuzzi e Giulio Zanforlin, non proprio due trentenni, e ancora Angelo Sivier ed Erasmo Bordin... I volti nuovi, dunque, sembrano essere più sul palco che dietro le quinte.
L.G.