EDILIZIA. Allarme dall'incontro nazionale. L'Ance: centinaia di posti a rischio anche a Verona

Marani: «La Regione dia il via subito al piano casa»

Sono centinaia i lavoratori a rischio disoccupazione nel settore costruzioni nel 2009 a Verona. Questo il bilancio tracciato da Ance Verona, a margine degli Stati Generali delle Costruzioni, organizzati ieri a Roma dall'Ance nazionale, assieme alle altre associazioni di categoria del settore e ai sindacati, per la prima volta uniti contro la crisi.
Costruttori e sindacati, si legge in una nota di Ance Verona, chiedono più libertà d'azione per le imprese e più valore per il lavoro per una congiuntura in cui i tradizionali ammortizzatori sociali e gli interventi attuati finora non bastano più.
«Occorre partire al più presto con il Piano Casa», afferma Andrea Marani, presidente di Ance Verona, «sbloccare risorse pubbliche imbrigliate nei bilanci comunali dai patti di stabilità e adottare il silenzio-assenso per l'approvazione delle concessioni. Solo così partiranno i cantieri e si potrà lentamente uscire da questa situazione».
Marani, ha guidato una folta delegazione di imprenditori edili a Roma: «Siamo preoccupati per gli stop and go che sta subendo il Piano Casa in Consiglio Regionale. Maggioranza e opposizione dovrebbero superare i dissidi per un obiettivo superiore: il benessere delle migliaia di famiglie che dipendono dal settore». Le imprese veronesi, afferma l'Ance, sono 2700 e impiegano 12mila addetti, senza considerare l'indotto.
«Diamo un colpo di spugna a tutte le norme degli ultimi trent'anni», ha dichiarato Paolo Buzzetti presidente nazionale dell'Ance annunciando che sono 250mila in tutta Italia i dipendenti del settore che rischiano il posto, «La responsabilità delle imprese su legalità e sicurezza è massima ma non chiedeteci di svolgere i controlli che sono di competenza dello Stato».
Per garantire la legalità, a Verona, Cassa Edile, Inps e Inail hanno siglato un accordo: «Incroceremo i dati delle realtà edili sul territorio», sottolinea Renzo Begalli, presidente della Cassa Edile, «per contrastare le evasioni contributive».
Un risultato importante, che va comunque sempre affiancato ai controlli «perché dobbiamo combattere la concorrenza sleale delle imprese che non rispettano le regole, sul lavoro e sulla sicurezza, nei cantieri. Controlli che vanno effettuati in tutti i cantieri non solo in quelli dei soliti noti», gli fa eco il vicepresidente, Carlo Trestini.
UNIVERSITÀ. In programma oggi e domani
In un convegno tutti i numeri dell'immigrazione
Nel Veronese i dati fissano la presenza degli stranieri al 9,6 per cento della popolazione

Verona sempre più città multiculturale. I dati della fondazione Caritas - Migrantes parlano di circa 86 mila cittadini stranieri presenti in città e provincia, pari al 9,6% della popolazione. Secondo i dati più recenti, nel 2008 in Veneto i cittadini di origine straniera hanno raggiunto l'8,4% della popolazione, per un totale di 403.985 su 4.832.340 cittadini veneti.
In Italia, invece, i cittadini immigrati dall'estero secondo i dati Istat del 2008 sono 3.432.651, pari al 5,8% della popolazione italiana. Alla luce di questi numeri, diventa sempre più urgente una riflessione sulle strategie di inserimento per favorire l'integrazione dei «nuovi cittadini».
Oggi e domani l'Università ospiterà il convegno internazionale «Educazione interculturale alla cittadinanza» promosso dal Centro studi interculturali dell'ateneo, diretto da Agostino Portera. In occasione dell'inaugurazione del convegno, oggi alle 10 saranno presentati i risultati del progetto di ricerca di interesse nazionale «Educare alla cittadinanza nel pluralismo culturale».
Il lavoro ha avuto il patrocinio del ministero dell'Università e della Ricerca ed è frutto della collaborazione dell'Università di Verona con l'Università Cattolica di Milano, l'ateneo di Sassari e la rete delle scuole «Senza Zaino» dell'agenzia «Scuole Toscana».
«Nel contesto sempre più attuale di una cittadinanza trasformata dai fenomeni dell'immigrazione, la nascita di scenari interculturali pone nuovi interrogativi alla comunità dei ricercatori e ai pedagogisti», afferma Agostino Portera, direttore del Centro Studi Interculturali e docente di Pedagogia nell'ateneo scaligero. «L'alterità, l'emigrazione, la vita in una società complessa e multiculturale smettono di essere percepite come cause di disagio e diventano opportunità di arricchimento e di crescita personale e collettiva».
L'appuntamento, a cui parteciperanno relatori provenienti da università italiane ed europee, è organizzato in collaborazione con Iaie (l'associazione internazionale di educazione interculturale) e Inter-Network. Sarà anche l'occasione per celebrare l'attività del Centro Studi interculturali di Verona che quest'anno festeggia il decennale di fondazione.
I lavori avranno inizio alle 10, nell'aula T5 del Polo Zanotto, con i saluti del rettore Alessandro Mazzucco. Centrale sarà la tavola rotonda «Educazione alla cittadinanza in prospettiva interdisciplinare» in programma per le 18 di oggi nell'aula 2.3 del Polo Zanotto. Durante l'incontro, coordinato da Mario Puliero direttore di TeleArena, prenderanno parola tra gli altri Bettina Campedelli, prorettore dell'Università di Verona e l'europarlamentare Donata Gottardi.

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