«E' un fallimento politico emblematico». Cgil, Cisl e opposizioni all'attacco: «Che fanno da due anni?»
«E' un fallimento politico emblematico». Cgil, Cisl e opposizioni all'attacco: «Che fanno da due anni?»
Qui siamo davanti a un fallimento politico madornale». Senza piano industriale e davanti al cambio di strategia della Provincia, sindacati e opposizioni sparano a zero puntando nuovamente il dito contro gestione e progettazione della fusione tra Actt, La Marca, Atm e Ctm.
La reazione della Filt Cgil è durissima. il sindacato parla di «fallimento politico» e non ha paura di accusare Sant'Artemio. «La Provincia non è riuscita a capire nulla, nè la strategie per migliorare il trasporto, nè le nuove evoluzioni normative in materia. E ora affanna. La situazione in cui ci troviamo ora è emblematica». Dopo l'affondo di mercoledì, trona alla carica anche la Fit Cisl: «La vera alternativa alla fusione sarebbe la costituzione di un'associazione temporanea di imprese - incalza - capace di traghettare il trasporto per due anni, in attesa della costituzione di una Holding. Altro che azienda unica. Così si potrebbero incorporare nella società anche altre attività redditizie».
Dalla Provincia arriva poi la bordata di Luca De Marco, (Sinistra e Libertà): «Da più di quattro mesi abbiamo richiesto ufficialmente e per iscritto che ci fossero date le carte sul progetto di fusione delle aziende pubbliche di trasporto - attacca il consigliere - il rapporto economico della PriceWaterhouse & Coopers e la bozza di piano industriale dell'ingegner Mario Peruzzi. Risposte? Zero. La questione è pubblica - continua De Marco - non può essere monopolizzata dalla Lega».
Concorde la Cgil: «La storia della fusiobne è iniziata nel 2008. Da allora solo totale immobilismo che ora espone la provincia di Treviso al rischio di arrivare tardi e male alle gare d'appalto. Complimenti all'amministrazione». Da Ca' Sugana, l'opposizione torna a battere il ferro: «L'avevano detto fin dall'inizio - dice Città Mia - impossibile approvare piani alla cieca». (f.d.w.)
Assunzioni locali, bufera sui Bibanesi. La Cgil chiede un incontro. Zaia: «Questo vuol dire prima i veneti». Il sindacato: «Localismo ridicolo così facciamo ridere il mondo e non risolviamo i problemi»
GODEGA. «Prima assumere i godeghesi, dopo quelli di Conegliano ed altri paesi». Questo lo slogan del sindaco Alessandro Bonet che ha scatenato una tempesta. Le organizzazioni sindacali si scagliano contro il rappresentante della Lega Nord, dopo l'accordo con i Bibanesi: «Siamo al localismo più ridicolo e populista - dichiarano il segretario regionale della Cgil Emilio Viafora ed il segretario provinciale Paolino Barbiero - Al sindaco diciamo che così facciamo ridere il mondo e non modifichiamo di una virgola la situazione occupazionale». Ieri mattina in sindaco Bonet e il titolare dei Bibanesi Giuseppe Da Re hanno siglato un protocollo d'intesa sull'occupazione, all'interno degli accordi per il trasferimento dello stabilimento dell'industria conosciuta per la produzione di grissini artigianali. «La Ditta Da Re Spa si assume il preciso impegno di preferire al momento di assumere, a parità di condizioni, cittadini residenti nel territorio di Godega da almeno cinque anni, ad eccezione di dirigenti, quadri e operai qualificati o specializzati», è la clausola che ha scatenato una raffica di reazioni. «Se questa è una operazione di immagine va giudicata di cattivo gusto - aggiungono i vertici della Cgil - se invece si fa sul serio allora si tratta di un fatto pericoloso, che ridicolizza il concetto di economia territoriale». La Cgil rimarca un patto illecito e parla di discriminazione: «Se tali modelli si affermassero in maniera generalizzata - spiegano Viafora e Barbiero -, ci troveremo di fronte a discriminazioni fra cittadini che hanno la fortuna di vivere in Comuni dove ci sono attività. Il criterio dei cinque anni di residenza, poi è una assurdità ai limiti della legalità». Ugo Costantini segretario provinciale della Flai-Cgil chiederà un incontro con l'azienda per conoscere quali sono le necessità occupazionali. Sulla questione si crea una profonda spaccatura tra il sindacato e la Regione, con il governatore Luca Zaia, bibanese doc, che invece benedice l'intesa tra il Comune di Godega e la ditta Bibanesi. «E' un accordo - afferma Zaia - che ben rappresenta la filosofia di un'espressione come "prima i veneti", che è uno dei principi guida del governo regionale. Questa importante esperienza può diventare un punto di riferimento anche per altre imprese e settori produttivi del Veneto. Gli attori del territorio che giocano le partite della sfida della competitività sono chiamati a una stretta e sinergica collaborazione per affrontare la crisi e l'accordo siglato può rappresentare un punto di partenza». Il progetto d'ampliamento nella nuova sede in area Belcorvo a Bibano di Sotto non sarà comunque attuato prima del 2013 come ha spiegato il titolare Giuseppe Da Re. Come dire, niente assunzioni fino ad allora.
(Diego Bortolotto)