«È raddoppiato il lavoro per i patronati sindacali»

Desidero precisare il contenuto dell´articolo apparso sul Giornale di Vicenza del 6 gennaio, titolato “Pensioni pazze” poi ripreso il 10 gennaio a seguito della risposta del direttore dell´Inps di Vicenza, al fine di evitare deduzioni non corrette.

La normativa pensionistica ha avuto negli ultimi anni molti e complicati cambiamenti. Anche il numero delle pratiche complessivamente lavorate - dai patronati e dall´Inps - è enormemente aumentato. Alla luce di questa complessità, l´Inca e il nostro sindacato pensionati hanno voluto effettuare una verifica di parte delle prestazioni previdenziali già liquidate, per controllarne l´esattezza e la coerenza rispetto a modifiche normative oppure a variazioni della situazione soggettiva del richiedente nel frattempo intervenute.

Dai controlli abbiamo rilevato le differenze riportate dal Giornale, somma di situazioni diverse imputabili solo in parte ad errori veri e propri, in una parte consistente ad aggiornamenti e adeguamenti. È preciso dire, pertanto, che una pensione su tre delle “controllate” è stata rivista negli importi; non se ne può dedurre che una pensione su tre tra quelle erogate dall´Istituto (che sono migliaia) sia sbagliata.

Resta il problema della complessità delle norme che disciplinano il nostro sistema di previdenza ed assistenza di fronte al quale, innanzitutto, l´Inps deve essere messa nelle condizioni di lavorare sempre meglio e con l´organico adeguato. E i Patronati sindacali pure: in questi mesi abbiamo avuto un raddoppio di carico di lavoro rispetto agli anni passati (3.286 pratiche di invalidità civile/indennità di accompagnamento nel 2011 rispetto alle 1.480 del 2009; 3.842 domande di disoccupazione ordinaria nel 2011 rispetto alle 964 del 2010, solo per fare due esempi), ma siamo nell´impossibilità oggettiva di incrementare organici, tempi e sedi.

La conseguenza indiretta, voluta o casuale, della completa telematizzazione dell´Inps a fronte di un´utenza non ancora autosufficiente in campo informatico, è che l´attività del patronato rischia di cambiare natura: da ente che cura l´assistenza di lavoratori e cittadini e la tutela dei loro diritti, ad ente che occupa gran parte del suo tempo all´inserimento di dati in sostituzione degli enti previdenziali.

Nonostante ciò noi non respingiamo nessuno e siamo ben lungi dal considerare l´Inps un ente inefficiente o superficiale nel dare ai cittadini le prestazioni di cui hanno diritto. L´Inps è un istituto che noi da sempre difendiamo per il suo ruolo cruciale verso pensionati, disoccupati, invalidi. Conosciamo la professionalità di chi ci lavora e i problemi di organico - ormai propri di tutta la pubblica amministrazione - che mettono alla prova il personale, soprattutto in un periodo di crisi cocente come quello che stiamo attraversando.

Quest´insieme di problemi - primo fra tutti il disagio sociale di molti vicentini - era quanto volevo segnalare con la mia intervista dei primi di gennaio.

Giacomo Toffanin Patronato Inca Cgil Vicenza

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