E il sindacalista sfila con le afghane oppresse. Augustin Bruno Breda ha partecipato a un corteo a Kabul

TREVISO. L'otto marzo è una festa internazionale. Per questo c'è chi ha scelto di testimoniare il proprio impegno a favore delle donne al di fuori dei confini nazionali, dove la condizione femminile è davvero durissima. Augustin Breda, il sindacalista di Orsago, ec Rsu all'Electrolux ed oggi dirgente nazionale di Fiom e Cgil, ha scelto di andare a Kabul, Afghanistan, il Paese che sotto il regime dei talebani è diventato il simbolo della segregazione femminile. E ora che le donne hanno ritrovato finalmente la voce, denunciano una situazione perdurante di violenza e subordinazione. Per questo le afghane - affiancate dall'associazione internazionale Cisda che si batte da anni al loro fianco garantendo sostegno economico e politico - hanno organizzato per il 7 e l'8 marzo una serie di manifestazioni e di convegni per far conoscere al resto del mondo la realtà della loro condizione. A sfilare, per le vie di Kabul, c'era appunto anche una delegazione italiana formata da Breda e da altre 5 persone. «Nei prossimi giorni andremo nel Panshir dove incontreremo i medici di Emergency - spiega il sindacalista - Il 7 marzo abbiamo sfilato per la città, qui sono armati fino ai denti». Obiettivo dei manifestanti, dunque, era quello di richiamare l'attenzione sulla situazione femminiale nel Paese: «Situazione tragica e catastrofica - la definisce la ex parlamentare afghana Malalay Joya - E rischia di peggiorare. Violenze sessuali, domestiche, attacchi, omicidi, delitti d'onore. Oggi la situazione della donna in Afghanistan è catastrofica come sotto il regime dei talebani. Abbiamo bisogno di aiuto e solidarietà, ma anche di aiuti finanziari. E' benvenuto il sostegno della comunità internazionale, della società civile, del mondo degli intellettuali».
Di qui la decisione di un piccolo gurppo di italiani di portare la propria testimonianza a favore delle afghane, cominciando appunto dalla sfilata di Kabul. Nella giornata internazionale della donna, Augustin Bruno Breda ha scelto pertanto di affrontare un viaggio tutt'altro che facile («qui la situazione è di forte tensione»), per dare sostegno e visibilità alle donne del Paese: «Le donne di questa terra, per quello che fanno e denunciano, rischiano di essere assassinate. Sono coraggiose e capaci di azione concrete». Millecinquecento le donne che hanno partecipato al convegno di ieri dove ha parlato la leader del movimento femminile afghano, latifa Ahmadi.
Sabrina Tomè