Durante la manifestazione è stato consegnato un documento destinato alla presidenza del Consiglio. Manovra, la Cisl protesta dal prefetto
Durante la manifestazione è stato consegnato un documento destinato alla presidenza del Consiglio. Manovra, la Cisl protesta dal prefetto
Castellani: «I tagli agli enti avranno ripercussioni soprattutto sul sociale e sulle fasce più deboli»
Un fisco più equo, un welfare più selettivo, riduzione dei costi della politica e crescita dell'occupazione. Questi i temi al centro del presidio contro la Finanziaria 2011, organizzato ieri mattina dalla Cisl in piazza Dante. Una manifestazione a cui hanno preso parte decine e decine di persone tra lavoratori, pensionati e giovani: al termine dell'iniziativa, i rappresentanti della Cisl hanno incontrato il prefetto Perla Stancari, a cui hanno chiesto di inviare un documento alla presidenza del Consiglio sulle loro perplessità legate alla Finanziaria.
«La manovra da poco approvata era necessaria per evitare speculazioni finanziarie», è il commento di Massimo Castellani, segretario generale Cisl. «Tuttavia, Regioni, Comuni e Province dovranno rientrare di 3,2 miliardi nel 2013 e ulteriori 3,2 miliardi nel 2014 e questi tagli avranno importanti ripercussioni soprattutto sul sociale». Secondo Castellani, a pagarne le conseguenze saranno i lavoratori, i pensionati e le fasce più deboli. «Se entro settembre 2013 non verrà esercitata la delega alla riforma fiscale, le detrazioni attualmente esistenti subiranno un taglio lineare del 5 per cento nel 2013 e del 20 cento nel 2014», spiega il segretario Cgil. «Si tratta di esenzione per i figli a carico, spese mediche, istruzione, asili nido per un incremento medio della tassazione di mille euro in due anni». Castellani si scaglia anche contro i costi della politica. «Può un Paese permettersi ancora di mantenere 5 livelli istituzionali?», si chiede il segretario Cisl. «Solo eliminando Province ed Aree metropolitane, accorpando i Comuni piccoli e consorziando quelli di medie dimensioni si otterrebbero 10 miliardi di risparmi della spesa». Emiliano Galati, segretario regionale Felsa Cisl, punta l'attenzione sul piano Previdenza. È, infatti, previsto l'adeguamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne del settore privato dal 2032. Chi ha un contratto a progetto o parasubordinato, rischia di dover andare in pensione dopo i 70 anni», conclude Galati.
M.T.