Due ore di sciopero contro il piano di Alenia «I politici siano con noi»
Due ore di sciopero contro il piano di Alenia «I politici siano con noi»
MESTRE - Ad Alenia Aeronautica arriva lo sciopero. Oggi i lavoratori incroceranno le braccia per un paio d'ore per protestare contro il piano industriale per il riassetto del gruppo presentato dall'azienda la scorsa settimana, che prevede tagli «lacrime e sangue»: 1200 esuberi in tutta Italia, 400 solamente a Tessera. La decisione è stata presa lunedì sera dai tre sindacati confederali (Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil) e dalle Rsu aziendali. Il programma prevede un'assemblea per discutere della stato dell'arte, mentre non sono previste azioni clamorose, come la discesa in strada e il blocco del traffico. «In realtà abbiamo già pensato a varie iniziative per i prossimi giorni, questo è solamente l'inizio», spiega Luca Trevisan, segretario della Fiom veneziana. Tra queste anche il tentativo di coinvolgere nella «battaglia» anche i politici e le istituzioni. Proprio ieri i rappresentanti dei lavoratori hanno infatti invitato Comune, Provincia e Regione a un incontro che si spera di convocare in tempi brevi, e si sta pensando anche a una iniziativa che coinvolta i gruppi politici, i consiglieri e i parlamentari che rappresentano il territorio veneziano. «La chiusura dello stabilimento è una scelta inaccettabile che, se praticata, rischia di produrre effetti pesantissimi sull'occupazione - scrivono i sindacati in una nota - gli ipotizzati percorsi di ricollocazione dei lavoratori in aziende Finmeccanica sono ad oggi privi di credibilità». Secondo il piano infatti i 400 operai dovrebbero essere riassorbiti da Superjet International e Agusta Wetland. «Ma si tratta di aziende che non hanno la possibilità di assorbire così tanti lavoratori - continua Trevisan - basti pensare che Superjet già non sta rispettando gli accordi presi con il sindacato, sono in ritardo di un anno». L'ad di Alenia Aeronautica Giuseppe Giordo aveva parlato, nell'aprile scorso, di 300 occupati entro il 2011 nell'azienda italo-russa (il partner è Sukhoi), ma al momento sono solo 180. «Vogliamo difendere il patrimonio industriale e professionale rappresentato dai 400 operai, impiegati e tecnici attualmente occupati a Tessera - concludono i sindacati - I lavoratori di Tessera hanno già pagato a caro prezzo il progressivo disimpegno industriale di Alenia con la cassa integrazione e con trasferte obbligatorie presso altri siti del gruppo».