«Dubbi sulla riforma dei consorzi di bonifica»

«Dubbi sulla riforma dei consorzi di bonifica»
San Donà di Piave - La Regione Veneto, con la legge 12 dello scorso 8 maggio, ha approvato una radicale riforma dei Consorzi di Bonifica. Questo ha comportato la loro riduzione (da 20 a 10), quella dei componenti delle assemblee (da 30 a 20) e quella dei Consigli di amministrazione che da 7 diventano 5.
«La Regione ha ottemperato, così, all'accordo Stato-Regioni del settembre 2008 e si è uniformata a quanto già avviato da altre regioni italiane - dice Walter Corazza, delegato Fai-Cisl del Consorzio "Basso Piave" di San Donà, - ciò non toglie che la scelta ci lasci dubbiosi, perché sono incerti il senso e l'utilità della riforma. Noi pensiamo che la riorganizzazione dei Consorzi possa, ma soprattutto "debba" diventare un'occasione importante per ripensare e adottare una bonifica che guardi al futuro e molta parte dei risultati dipenderà da come sarà gestita e guidata la riforma».
Della problematica se ne è discusso in un convegno svoltosi nella Sala Ronchi del Consorzio di Bonifica. «La Fai Cisl Veneto - continua Corazza - ritiene che la nuova Bonifica, con le sue tante funzioni, rappresenti un punto fermo nella difesa del territorio veneto, che necessita di una continua manutenzione e sistemazione, utile a favorire la vita delle persone che vi risiedono e delle tante attività economiche e produttive che vi persistono. Nella riorganizzazione dei Consorzi - finisce Corazza - non dovrà essere dimenticata la qualità delle conoscenze e delle competenze acquisite in questi anni di buona attività, e dovrà essere rispettosa della professionalità dei lavoratori che dovranno trovare nei nuovi enti risposte adeguate sia come collocamento, sia come contratto. Enti di cui, troppo spesso e in modo strumentale, "una certa politica" ha voluto mettere in discussione la stessa sopravvivenza». (F.Cib.)