«Doppio collocamento: Zaia sia serio». Barbiero e Rubinato contro la discriminazione. Caner: «Prima i veneti»

«Doppio collocamento: Zaia sia serio». Barbiero e Rubinato contro la discriminazione. Caner: «Prima i veneti»
«Liste di collocamento separate? Sono inutili all'intera sistema economico, oltre che scioccamente discriminatorie se tagliano fuori cittadini stranieri regolarmente residenti». Così Paolino Barbiero, segretario generale della Cgil Treviso, replica alla proposta lanciata da Luca Zaia a Pontida. «Le responsabilità come presidente del Veneto devono imporre un ragionamento razionale di governo. La disoccupazione non ha nulla che a fare con la presenza di lavoratori stranieri. Invece di abbaiare alla luna, gli esponenti delle istituzioni sono chiamati a contribuire a diminuire il numero dei senza lavoro tra i due e i tre punti. Ci sono veneti disposti a fare i lavori che prima erano di un migrante? Saranno le aziende a scegliere, sulla base delle competenze e delle capacità. La selezione non si fa per decreto; per legge, piuttosto, si deve dare vita ad un sistema di riqualificazione».
«Non c'è razzismo nella proposta di Zaia, solo buon senso - replica il consigliere e capogruppo regionale leghista, Federico Caner - Dare la priorità ai lavoratori veneti e italiani non è inutile né discriminatorio, ma rispecchia la volontà di agire con buon senso in un momento di crisi che ci impone di fare delle scelte politiche precise. Dobbiamo ragionare come farebbe un buon padre di famiglia, che in un momento di crisi ha il dovere di pensare prima ai propri figli e poi a tutti gli altri».
«Le battute ad effetto vanno forse bene per i comizi, ma non per governare un Paese o una regione. Proporre liste di collocamento differenziate vuol dire ignorare le conseguenze che il deficit demografico avrà sul nostro futuro, ovvero sulla capacità di sostituire chi va in pensione, di garantire il sistema pensionistico e di tenere in equilibrio i conti pubblici - dice l'onorevole Pd Simonetta Rubinato - La verità è che la Lega cerca di nascondere con i facili slogan l'incapacità di governare un flusso migratorio comunque necessario per la crescita dell'Italia e del Veneto. Il tipo di immigrazione che entra nel nostro Paese è conseguenza di una struttura economico-sociale caratterizzata da: debole welfare familiare, rapido invecchiamento, forte incidenza di settori produttivi che chiedono lavoratori poco qualificati».

Vedi anche...