Dopo i malati, l'appello a Zaia dei lavoratori «La Regione dia i finanziamenti pattuiti»

Dopo i malati, l'appello a Zaia dei lavoratori «La Regione dia i finanziamenti pattuiti»
PADOVA -Quando lo scorso ottobre è stato firmato l'accordo di programma tutto sembrava risolto. Tutti dipendenti sarebbero stati ricollocati, gli ospiti trasferiti in un'altra struttura e una nuova iniezione di liquidità avrebbe aiutato a superare la crisi. Nei fatti le difficoltà della Fondazione Breda sono tutt'altro che superate. Una novantina di dipendenti hanno effettivamente trovato lavoro all'Istituto Configliacchi di Chiesanuova. La partita però resta ancora aperta su almeno tre fronti. Come prima cosa compaiono 15 lavoratori che sarebbero dovuti essere ricollocati negli enti che hanno sottoscritto l'accordo (Usl 16 principalmente, ma anche Comune di Padova, Provincia e Azienda ospedaliera). Nei fatti nessuno si è fatto vivo e il gruppetto dei 15 continua a lavorare, senza stipendio, alla Fondazione. Poi compare il mistero dei 750 mila euro, promessi per il 2010 e per il 2011, per «traghettare» la fondazione fuori dalle difficoltà ma dei quali al momento non c'è alcuna traccia. A promettere la cifra era stata la Regione attraverso sia il presidente Luca Zaia che l'assessore Remo Sernagiotto. Infine c'è la partita legata ad un altro finanziamento, quello di 1,4 milioni di euro l'anno che la Regione ha garantito da sempre per il funzionamento del Centro per la cura della Sclerosi Multipla e Sla (Casa Breda). E anche in questo caso il finanziamento per il centro (unico nel suo genere in tutto il Veneto) è venuto a mancare sia nel 2010 che, fino ad oggi, nel 2011. Che la Regione si sia dimenticata della questione Breda? Ne hanno paura i sindacati che, spinti ad agire dai 15 lavoratori «dimenticati» , hanno posto la questione alla giunta Zaia. «I patti vanno rispettati -hanno commentato Christian Ferrari (Fp-Cgil), Ettore Furlan (Cisl-Fp) e Stefano Tognazzo (Uil-Fpl) -La Breda sta attraversando un periodo di estrema difficoltà. Sono già state tagliate le linee telefoniche e manca ancora un mese e mezzo all'asta per la vendita dell'ippodromo» . A tutto ciò si aggiunge infine anche il fatto che il conto corrente della Fondazione è stato recentemente bloccato su richiesta di un creditore. Riccardo Bastianello

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