Donne in corteo contro l'Italia del bunga-bunga Ma c'è anche chi diserterà: «La piazza è superata»
Donne in corteo contro l'Italia del bunga-bunga Ma c'è anche chi diserterà: «La piazza è superata»
Cametti perplessa: «Viviamo in una mignottocrazia, ma queste improvvisate non mi piacciono»
VERONA - «Se non ora, quando?» , martellano da giorni gli spot della manifestazione nazionale. Quel momento è giunto. Oggi migliaia di donne scenderanno in oltre 150 piazze italiane e straniere per esprimere lo sdegno contro «la rappresentazione delle donne come oggetto di scambio sessuale» . A Verona l'appuntamento è in piazza Isolo alle 14 con letture, teatro e la presenza del Premio Campiello Michela Murgia. A Legnago prevista una mobilitazione alle 15, in piazza Garibaldi. Decine le adesioni a sostegno della protesta. Partiti, associazioni, imprenditrici. Ma c'è anche chi prende le distanze e annuncia che non ci sarà. Come Luisa Muraro, pilastro della seconda ondata del femminismo anni ' 80 e fondatrice del gruppo veronese di filosofe «Diotima» , contraria a una divisione tra «angeli e prostitute» . O come l'assessore del Comune Mimma Perbellini e le consigliere del centrodestra Cametti e Pavesi, refrattarie a effimeri clamori di piazza. Sul fronte a favore spicca Combonifem, mondo donna missione, che annuncia di essere in piazza «per le donne che hanno fatto scelte di lavoro, di famiglia, di religione e non si riconoscono nell'immagine che arriva dai media. Siamo stanche di essere più istruite e meno occupate» . Concorda Graziella Basevi, imprenditrice di Confcommercio: «La donna deve rialzare la testa. Come diceva la canzone, oltre le gambe c'è di più. Come imprenditrici, abbiamo stigmatizzato l'uso del corpo nella pubblicità. Dobbiamo osare di più, anche in politica» . Il Pd e le Donne democratiche invitano a dire no «alla deriva di questa politica» , l'Italia dei Valori annuncia la presenza senza bandiere. E Sinistra ecologia e libertà chiede «se non ora, quando opporsi ai corpi ridotti a oggetti di consumo?» . Quindi le adesioni del Forum politico delle donne, sindacati, Filo di Arianna, Aied, Tambièn, Arci, Mimesis, Murmure Teatro, Arcilesbica Juliette &Juliette, gruppo Stelle Vaganti. Sull'altro fronte l'assessore Mimma Perbellini, unica donna in giunta, ricorda che negli anni ' 70 è stata la prima a capo di un'impresa e nelle Federcasalinghe a spronare le donne a uscire di casa. Ma su oggi è perplessa: «Non so se una giornata possa smuovere le coscienze. Credo che serva un nuovo modello di famiglia e della donna, complementare e non contro l'uomo. Sediamoci attorno a un tavolo e ragioniamo su nuovi ruoli e una nuova società, che valorizzi intelligenze e capacità» . Enrica Carisano, direttrice di Confindustria, crede che la piazza sia superata. «Noi donne dobbiamo mettere la nostra intelligenza al servizio del Paese, con un impegno di esempio anche per le giovani. In piazza, semmai, hanno più bisogno di andarci gli uomini» . Antonia Pavesi sospetta la strumentalizzazione politica: «Lo svilimento del corpo è sotto i nostri occhi da anni, ma solo ora che il premier è in difficoltà c'è la rivolta in piazza. Io dico: quando? Tutti i giorni, dobbiamo lavorare contro un certo machismo» . E Lucia Cametti, che ha presentato un ordine del giorno contro gli spot lesivi per la donna: «Sappiamo che viviamo in una "mignottocrazia", con tanti stupidi in bambola per due natiche. Ma queste improvvisate non mi piacciono. Auspico un tavolo che avvii un serio lavoro di ricostruzione culturale» . Laura Lorenzini