Dolomitibus, Cgil e Filt contro la vendita
Bressan e Fontana: «La Provincia apra il contenzioso col Comune e eserciti il diritto di opzione tenendo pubblica la società»
BELLUNO «La Provincia apra un contenzioso con il Comune di Belluno ed eserciti il suo diritto di opzione comprando quella percentuale di quote che le permetterebbe di mantenere pubblica la proprietà della società di trasporto». Il segretario provinciale della Cgil Renato Bressan e la segretaria della Filt Cgil, Alessandra Fontana tornano all’attacco dopo la decisione del consiglio comunale di Belluno di vendere la quota pari al 10.6% di proprietà nella Dolomitibus per l’importo di 2.5 milioni di euro. Da tempo i sindacati si erano opposti alla vendita delle quote di Dolomitibus sia da parte della Provincia che del Comune «perché significa privatizzare la società con tutto quello che questo comporta». «Sulla base dei patti parasociali, chiediamo che palazzo Piloni apra un contenzioso col Comune anche perché il valore di vendita stabilito da palazzo Rosso per le sue quote pare sovrastimato rispetto a quello previsto dalla Provincia (2.1milioni di euro) rischiando di svalutare le quote della Provincia. Inoltre, se qualcuno dovesse acquistare le quote avrebbe la maggioranza della società e quindi la vendita percentuale di proprietà di palazzo Piloni sarebbe paralizzata, in quanto nessuno metterebbe dei soldi per poi non contare nulla nella società e quindi la Provincia che aveva posto quella somma a bilancio, ne avrebbe un danno finanziario», precisano Bressan e Fontana. I due sindacalisti, quindi, «auspicano che la Provincia eserciti il diritto di opzione comprando uno 0.2% delle quote del Comune, mantenendo così la maggioranza ma con pochi soldi. Da parte nostra sia come Camera del Lavoro che come Filt stiamo valutando l’opportunità di fare ricorso contro la scelta del Comune facendo presente al sindaco Prade che, nel momento in cui decide la vendita delle sue quote, questa scelta ha risvolti sulla società e quindi sul servizio che presta su tutto il territorio provinciale. A questo punto ci chiediamo se il sindaco ne ha parlato coi suoi colleghi del Cadore e dell’Agordino per spiegargli la situazione». «Dispiace vedere che il sindaco di Belluno non ci abbia mai voluti incontrare, malgrado avessimo chiesto una riunione, per spiegare la situazione, e come ancora una volta gli interessi di bilancio prevalgano su quelli dei lavoratori e di un servizio provinciale di mobilità. Chiederemo un incontro col prefetto per attivare la procedura di raffreddamento e poter organizzare uno sciopero a livello locale del trasporto», precisa Fontana. Intanto, per il 16 dicembre è indetto uno sciopero nazionale di 24 ore di treni e autobus. Paola Dall’Anese