Ditte individuali, a Verona più di un quarto sono straniere Cinesi battuti dai romeni

Ditte individuali, a Verona più di un quarto sono straniere Cinesi battuti dai romeni VERONA- Con l'economia in crisi e le aziende che chiudono, un fenomeno degno d'attenzione è quello dell'imprenditoria straniera che invece rafforza sempre più la propria forza e presenza. La Fondazione Leone Moressa ha stimato che lo scorso anno le imprese straniere in Italia siano cresciute del 9%. I dati della Camera di commercio non permettono di indicare agevolmente quanto siano cresciute queste imprese a Verona, ma forniscono comunque un quadro chiaro: su 3.032 ditte individuali iscritte nel registro camerale, più di un quarto (775) sono intestate a cittadini non italiani. A Verona la comunità più forte e di conseguenza maggiormente rappresentata anche a livello imprenditoriale è quella romena. I romeni titolari di ditte individuali sono 191, di cui 123 attivi nel settore dei lavori di costruzione specializzati e 34 titolari di vere e proprie ditte di costruzione di edifici. Nel settore dell'edilizia è forte anche la presenza di brasiliani e albanesi: su 78 imprenditori brasiliani iscritti alla Camera di commercio di Verona, 59 sono titolari di aziende che effettuano lavori di costruzione specializzati. Discorso simile per gli albanesi: su 44 imprenditori individuali, 23 sono attivi nell'edilizia. Altre comunità molto presenti sono quelle marocchina e nigeriana, entrambe portate ad aprire imprese nell'ambito del commercio al dettaglio. A Verona si contano 76 imprenditori nati in Marocco (di cui 29 titolari di imprese commerciali) e 48 nati in Nigeria (38 hanno attività di commercio al dettaglio). Più articolato il contributo della comunità cinese: su 97 imprenditori cinesi registrati, 27 si occupano di commercio al dettaglio, 27 di confezionamento di articoli d'abbigliamento e 25 di ristorazione. Carlo Melegari, direttore del Cestim (il centro studi sull'immigrazione) spiega che l'imprenditorialità straniera, oltre a essere un fatto assolutamente naturale, è stimolata anche dallo stato di necessità: «Sono persone meno protette -dice -e quando si trovano a dover fronteggiare la crisi, oltre a cercare un lavoro devono anche fare in modo di non risultare disoccupate perché altrimenti non gli viene rinnovato il permesso di soggiorno» . Per questo, specie in edilizia, nascono così tante imprese straniere: «A volte l'impresa individuale diventa l'escamotage per non risultare disoccupato, ma in generale è la normale evoluzione della loro presenza in Italia» . Chi arriva qui alla ricerca di un lavoro, appena può cerca di superare l'iniziale condizione di sfruttamento: «È un fenomeno naturale: anche gli italiani quando sono emigrati all'estero all'inizio si facevano sfruttare e poi hanno cominciato a diventare loro stessi imprenditori. Ora la stessa cosa sta succedendo qui. Chiaramente gli immigrati s'inseriscono in settori come l'edilizia, le pulizie e la ristorazione, andando a coprire mansioni che gli italiani rifuggono» . D. P.

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