Disoccupazione, aumento preoccupante. L'analisi dell'Osservatorio statistico locale: saldi negativi in ogni settore

Belluno. La disoccupazione non fa distinzione tra uomo e donna. Ed è in aumento. E' questo l'elemento più critico rilevato dal periodico statistico della provincia di Belluno relativo al secondo trimestre 2009 e aggiornato al luglio scorso. In due anni sono calati gli avviamenti di aziende del 37% e le cessazioni del 18%. In crisi tutti i settori: servizi alle imprese, pubblica amministrazione, scuola, sanità, commercio, turismo, metalmeccanico, tessile, legno e occhialeria. E proprio in quest'ultimo settore il forte valore negativo è determinato dalla caduta dei contratti a tempo determinato. Numeri allarmanti quelli che arrivano dall'Osservatorio statistico guidato da Giovanni Gobitti, che parla di «situazione economica provinciale indubbiamente negativa, visto che le riduzioni della produzione (-23.7%), del fatturato (-18.6%) e degli ordini (-19.1% quelli interni e -24.5% gli esterni) sono ancora in doppia cifra». A questo si aggiunge un aumento dei disoccupati senza distinzioni di sesso: le donne senza lavoro sono passate da 2.022 nel dicembre 2007 a 3.380 nel febbraio 2009, gli uomini da 1.801 a 6.491. Un crollo causato dall'aumento dei mancati rinnovi dei contratti a tempo determinato, soprattutto nel Cadore e nelle occhialerie (il saldo è passato da +169 nel luglio 2007 a -518 nel luglio scorso). Insomma, «la situazione è pesante su tutti i fronti: la disoccupazione è in crescita e lo sarà anche nei prossimi mesi, anche se gli ammortizzatori sociali stanno fornendo il loro aiuto ai lavoratori. Ma c'è un dilemma», evidenzia Gobitti, «quanto tempo durerà la crisi? Comunque vada, nel 2010 la struttura produttiva e il mercato del lavoro vedranno cambiamenti strutturali inevitabili». (p.d.a.)

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