Disoccupati, dai Comuni mille impieghi sociali. Provincia e Fondazione Cariverona, piano anticrisi da 5 milioni: stage, segnalazioni e sostegno ai redditi

VICENZA - Al posto di contributi una tantum dai Comuni alle famiglie bisognose arrivano per almeno un migliaio di persone lavori di pubblica utilità, retribuiti con voucher, quindi assegni mensili, o con accreditamento bancario. Poi, cinquecento nuovi inserimenti lavorativi in azienda di disoccupati vicentini, tramite contratti o stage. E ancora, un migliaio di segnalazioni ad aziende di altrettanti profili di lavoratori, più duemila curriculum di vicentini espulsi dal mercato del lavoro che saranno rimessi in circolazione a livello regionale. Sono i punti principali del «Patto sociale per il lavoro», messo in campo da Provincia e Fondazione Cariverona con una «dote» di 5 milioni di euro, per reagire alla crisi e stimolare un recupero occupazionale.
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Il programma, presentato ieri a palazzo Nievo, è appoggiato dalle principali associazioni imprenditoriali, dai sindacati, dalle quattro Usl beriche e dalle conferenze dei sindaci in rappresentanza dei 121 Comuni del Vicentino. In tutto diciassette «partner», che hanno sostenuto il progetto con una quota di 1.125.000 euro cui va aggiunta la parte, preponderante, stanziata dalla Fondazione: ben 3.900.000 euro. Gli obiettivi sono dare un sostegno al reddito a chi è stato espulso dal mercato del lavoro e riuscire a reinserirli anche attraverso sgravi fiscali. «Il tutto senza assistenzialismo - sintetizza l'assessore provinciale al Lavoro Morena Martini - ma con sostegni a fronte di un impegno lavorativo o formativo, in modo da salvaguardare anche la dignità delle persone».
Concretamente il «patto sociale» prevede, entro due anni, di reinserire attraverso stage o contratti di lavoro almeno 500 persone, di segnalarne altre mille ad altrettante aziende per possibili inserimenti o reinserimenti, di realizzare almeno 2000 «Piani di azione individuale», ovvero curriculum di altrettanti lavoratori per metterli in grado di spendersi al meglio sul mercato del lavoro.
Inoltre, il programma anti-crisi provinciale prevede una forma inedita, almeno per il Vicentino, di retribuzione per lavori socialmente utili: con i finanziamenti è infatti previsto che i Comuni possano intervenire su almeno mille soggetti svantaggiati con lavori di pubblica utilità. «Oggi quando le famiglie sono in difficoltà, ad esempio causa la disoccupazione, chiedono aiuto ai municipi ottenendo un contributo una tantum per il pagamento delle bollette, o del mutuo - precisa Martini -. Il tipo di progetto previsto dal patto sociale prevede invece che ai disoccupati vengano assegnati occupazioni e compiti precisi, necessari al Comune di riferimento, a fronte dei quali verranno pagati con un voucher».
Le azioni di sostegno al reddito, che saranno portate avanti attraverso un comitato di coordinamento, quattro gruppi di lavoro territoriali e un gruppo amministrativo, potranno coinvolgere qualsiasi persona abbia perso il lavoro, con l'unico requisito che si tratti di residenti in provincia di Vicenza. Secondo i dati provinciali a fine 2009 erano ben 10.447 i disoccupati in più, nel Vicentino: «Numeri - chiude Ambrogio Dalla Rovere, vicepresidente della fondazione - che ci hanno convinti a investire in questo progetto una cifra considerevole, tenendo anche presente che Vicenza è la provincia più colpita dalla crisi in rapporto all'area di nostra competenza».

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