Dipendenti e pensionati puniti dal Fisco. Cisl Veneto: le tasse crescono a velocità doppia rispetto a stipendi e vitalizi Porto: «Serve una riforma e bisogna colpire gli evasori». Sì dalle categorie.
Dipendenti e pensionati puniti dal Fisco. Cisl Veneto: le tasse crescono a velocità doppia rispetto a stipendi e vitalizi Porto: «Serve una riforma e bisogna colpire gli evasori». Sì dalle categorie.
MESTRE. Quali sono le categorie più tartassate dalle imposte? I possessori di partita Iva, si dirà. Invece la scure del fisco colpisce soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati. Il loro potere d'acquisto viene sempre più eroso dalle tasse, come dimostra una indagine della Cisl regionale presentata ieri a Venezia. I dati parlano da soli: dal 2005 al 2007 il reddito medio di dipendenti e pensionati è cresciuto del 10,8%, mentre l'imposizione netta ha fatto un balzo del 23,5%. Insomma, le tasse crescono più del doppio rispetto agli stipendi e così dipendenti e pensionati faticano ad arrivare a fine mese. Di qui, l'appello di Franca Porto, segretaria regionale della Cisl: «bisogna far pagare le imposte agli evasori e ridurle ai contribuenti che hanno il prelievo alla fonte. È necessaria una riforma fiscale anche in senso federale». Salasso. Nel 2007 i lavoratori dipendenti veneti erano circa un milione e 900 mila. In media ognuno ha dichiarato un reddito complessivo di 21.560 euro, con un incremento reale (al netto dell'inflazione) del 3% rispetto al 2006. I pensionati erano invece 1.255 mila circa, per un reddito medio di 16.800 euro e una variazione reale dello 0,5% sull'anno precedente. Dunque, da una parte il reddito è cresciuto del 3%, dall'altra dello 0,5%. E le imposte? Quelle viaggiano a velocità superiore, con una impennata di quasi il 10% da un anno all'altro. In termini assoluti, e sempre facendo una media, ogni dipendente e ogni pensionato veneto ha pagato di tasse 3.181 euro nel 2005, 3.473 nel 2006 e 3.829 nel 2007. Riforma. In questo contesto, la Cisl del Veneto invoca una vera e propria riforma fiscale. «Le imposte picchiano soprattutto i lavoratori dipendenti e i pensionati - sottolinea la Porto - e anche nella nostra regione è presente una grande area di evasione. Insomma, esiste un vero e proprio problema di sviluppo, per questo bisogna far pagare le tasse a chi le evade». Da questo punto di vista, la Cisl lancia le sue proposte riassunte in sette punti: riduzione del carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati; sostegno alla famiglia con il nuovo assegno familiare; incentivi con la detassazione per i sostenere i contratti di secondo livello; lotta all'evasione; fisco premiante per le imprese che investono e non riducono l'occupazione; tassazione di rendite e patrimoni; federalismo fiscale. Industriali. Secondo Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto, «il federalismo fiscale può rappresentare una soluzione ai problemi legati all'eccessiva tassazione. L'importante, però è mettere in moto il principio della responsabilità». Dal rappresentante degli industriali, anche una considerazione sul prossimo appuntamento elettorale e sull'appello alle liste pulite lanciato da Emma Marcegaglia, presidente nazionale di Confindustria. «L'invito va nella direzione giusta - spiega ancora il leader degli industriali veneti - anche se la situazione politica del Veneto ha un quadro diverso da quello di altre parti d'Italia». In ogni caso «l'attenzione va mantenuta alta, perché il contesto di difficoltà economica può lasciare spazio, anche in un'area sana come la nostra, a situazioni che magari inizialmente non si percepiscono».
(Gianluca Codognato)