Da quest'anno primo maggio e altre feste senza integrazione di stipendio

Mercoledì 6 Maggio 2009, Bassano - (L.F.) Protestano i dipendenti delle case di riposo cittadine. "Non abbiamo festeggiato il primo maggio, festa dei lavoratori - dicono in una lettera aperta infermieri, operatori socio-sanitari, cuochi e manutentori, indirizzata anche al ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta - noi lavoratori turnisti abbiamo perso il diritto di festeggiare anche le altre feste infrasettimanali".
Da qui la domanda: "Perché da quest'anno è stata data un'interpretazione diversa al nostro contratto? Perché non siamo più degni di essere considerati lavoratori come tutti gli altri?"
I dipendenti non capiscono la motivazione, visto che gli anni scorsi lo stipendio veniva integrato con un'ulteriore indennità, e in modo provocato aggiungono: "Siamo forse figli di un dio minore? In questa stessa città, con lo stesso contratto, ad altri lavoratori turnisti, come ad esempio la polizia municipale, viene applicato diverso trattamento. Noi prestiamo un costante servizio, per 365 giorni all'anno, 24 ore su 24, per garantire l'assistenza a persone non autosufficienti".
Per chiarire la questione interviene il presidente dell'Isacc, senatore Pietro Fabris: "Condivido la richiesta dei dipendenti, quella di avere lo stesso trattamento dei lavoratori della Sanità. Il contratto di chi lavora in casa di riposo è lo stesso degli amministrativi che operano in comune. Per loro è in vigore l'accordo degli Enti locali. Una scelta fatta al livello nazionale dai Sindacati. Ma un infermiere della casa di riposo dovrebbe avere un contratto come quello del suo collega dell'ospedale, piuttosto che del contabile del comune".
Il presidente entra nel vivo della questione: "Siamo stati costretti ad applicare ai turnisti del primo maggio lo stesso trattamento economico di tutti i dipendenti che lavorano nelle case di riposo del Veneto: non potevamo concedere benefici diversi. Si tratta di un accordo preso tra l'Aran, l'agenzia delegata alla trattativa, ed i Sindacati. Auspico una nuova forma contrattuale per i dipendenti della casa di riposo", conclude Fabris.

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