Crisi. La Regione dà il via libera alla proroga per tutto il 2010. Rinnovata anche la mobilità

Crisi. La Regione dà il via libera alla proroga per tutto il 2010. Rinnovata anche la mobilità
Cassa integrazione, boccata d'ossigeno. Coinvolti un migliaio di lavoratori. Per garantire continuità di reddito, accordi con le banche

Martedì 12 Gennaio 2010, Padova - Boccata d'ossigeno per aziende e le famiglie padovane direttamente coinvolte dalla crisi economica. La Regione ha infatti dato ieri l'atteso via libera alla proroga per l'intero 2010 della cassa integrazione in deroga. A tutela dei lavoratori in difficoltà, è stato anche rinnovato l'istituto della mobilità in deroga, per il quale è necessario rivolgersi ai Centri per l'Impiego della Provincia di Padova entro il 31 gennaio.
«Il provvedimento - ha commentato con soddisfazione l'assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Barison - riguardano da un lato i lavoratori delle piccole imprese, che non possono usufruire della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, dall'altro tutti i lavoratori, che in Provincia di Padova sono più di mille, che per accedere all'istituto della mobilità in deroga devono rivolgersi ai centri per l'impiego».
Una situazione, quella padovana, frutto di un'intensa attività di mediazione nelle vertenze e nei tavoli di confronto delle aziende in crisi per avviare l'iter per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria per i lavoratori. In alcuni casi le vertenze hanno avuto un esito positivo con la riapertura degli stabilimenti. Tra queste Main Group Spa, Smetal Srl e Sirz Energy (nella foto).
Per garantire continuità di reddito ai lavoratori e alle loro famiglie, sono stati anche attivati protocolli d'intesa con istituti di credito per l'anticipazione della cassa integrazione ai lavoratori durante i mesi di completamento dell'iter burocratico da parte dell'Inps.
Le variazioni al testo dello scorso anno riguardano in particolare l'estensione dell'ammortizzatore sociale ai lavoranti a domicilio monocommessa e l'obbligatorietà della consultazione in sede regionale solo per quelle aziende che intendano sospendere un numero superiore a 100 unità lavorative. Negli altri casi, qualora le imprese insistano solo nel territorio del Veneto, la consultazione potrà essere svolta in sede sindacale..
A differenza dello scorso anno, anche se nel verbale di consultazione sindacale verrà prevista la sospensione per il periodo massimo previsto, la Regione autorizzerà un primo periodo di tre mesi ed ulteriori autorizzazioni di durata trimestrale. Il trattamento della mobilità in deroga viene corrisposto per 4 mesi ed è lo stesso previsto per la CIG, cioè l'80% della retribuzione, fermi restando i massimali previsti dall'INPS. Per gli ultracinquantenni possono essere corrisposti ulteriori 6 mesi di mobilità in deroga, purché maturino il pensionamento entro il periodo di mobilità. La disponibilità delle risorse potrà interessare circa 2.500 disoccupati nel Veneto di cui almeno un terzo nella provincia di Padova.
Il lavoratore che ha i requisiti per essere ammesso alla mobilità in deroga deve presentarsi al Centro per l'Impiego di competenza entro il 31 gennaio 2010 con la lettera di licenziamento o quella di cessazione, compilando l'apposita domanda che verrà fornita dal Cpi ed entro 68 giorni dal 1° gennaio (data di pubblicazione del decreto) deve presentare la richiesta di erogazione del trattamento alla sede Inps provinciale di Padova. Anche per tale istituto è previsto che i lavoratori debbano partecipare obbligatoriamente ai moduli di politiche attive messi in atto dalla Regione tramite le agenzie per il lavoro accreditate. All'impresa che assume un lavoratore in mobilità in deroga, così come avviene per il lavoratore in mobilità, é concesso dall'INPS un incentivo pari all'indennità spettante al lavoratore.