Crisi, operai in affitto per non licenziarli
Test in decine di aziende edili: chi non lavora «presta» personale ai concorrenti. Gli artigiani: «Sta funzionando»
Treviso - È la forza lavoro uno degli strumenti con cui Confartigianato vuole uscire dalla crisi. L'utilizzo o il riutilizzo del personale in cassa integrazione crea un circuito positivo fra le aziende di piccole dimensioni che risentono della congiuntura economica e quelle sane, che si trovano a gestire un surplus di lavoro.
La nuova strategia a disposizione delle imprese artigiane edili della Marca potrebbe essere chiamata «affitto di manodopera », e si è rivelata un'azione semplice e concreta. Sono già decine gli imprenditori che hanno approfittato dell'accordo firmato fra Confartigianato e le associazioni sindacali per consentire la circolazione di operai da una sede all'altra. Di conseguenza, sono ancor di più i dipendenti che riescono a trovare occupazione, anche se per un periodo limitato o per un singolo progetto, e lavorare evitando il ricorso agli ammortizzatori sociali. «La proposta sta riscuotendo un buon successo, siamo felici che il territorio stia rispondendo bene - spiega Mario Pozza, presidente provinciale di Confartigianato - . È uno strumento dedicato al settore edile che valorizza le aziende e i lavoratori, con un contratto che combatte la disoccupazione e il lavoro nero».
Nella Marca ai tempi della crisi, dove la cassa integrazione nell'artigianato coinvolge migliaia di dipendenti, ci sono anche imprenditori che necessitano di risorse umane. L'azienda sana «affitta» a quella in difficoltà i dipendenti inoccupati, versando il loro stipendio direttamente al primo titolare; sarà poi questo a girare il dovuto agli uomini impiegati nell'intervento edilizio, senza sostenere l'onere della retribuzione.
«Siamo stati la provincia più pronta e veloce nel trovare strategia per sostenere gli artigiani edili - commenta Pozza -. Abbiamo suggerito anche al ministro del Welfare Maurizio Sacconi la nostra iniziativa, che potrebbe essere estesa a tutto il Paese». Il progetto però rimane ancorato solo alla provincia di Treviso: «Il nostro valore aggiunto sta nell'avere creato una buona rete di relazioni con i sindacati delle imprese e dei lavoratori». Il segretario provinciale Cgil Paolino Barbiero è stato fra i sostenitori dell'iniziativa: «Quando abbiamo firmato l'accordo la crisi era ancora agli inizi. È una buona opportunità per assorbire la forza lavoro nelle imprese che ancora hanno una buona domanda. Ora però, che la nostra economia sta entrando nel suo periodo peggiore, il problema diventa più serio ».
Carlo Pagotto, presidente del mandamento di Treviso, ritiene che l'affitto di manodopera abbia grandi potenzialità: «Ridà dignità al dipendente, lo fa rientrare nel mercato del lavoro e alleggerisce le imprese in difficoltà del costo degli ammortizzatori sociali».
Ieri Confartigianato Treviso ha consegnato tre borse di studio a giovani laureate della facoltà di Economia degli scambi internazionali. «Sono studi di grande stimolo per l'associazione, nel sessantesimo anniversario dalla sua nascita chiude Pagotto - . Ci auguriamo che possa essere un appuntamento biennale, per trovare un trade d'union fra l'università e il mondo del lavoro, spesso troppo distanti».
Silvia Madiotto