Crisi, il Pil trevigiano giù di cinque punti

Crisi, il Pil trevigiano giù di cinque punti
L'Osservatorio economico: «Disoccupati al 4 per cento, ma reggiamo». La Uil: «Donne discriminate»

TREVISO - La crisi porterà, nella Marca, una flessione del Pil a fine 2009 vicina ai 5 punti. Il tasso di disoccupazione, tuttavia, non dovrebbe crescere di molto oltre il 4% e questo significa che rimarrà fra i più bassi in tutte le regioni europee. È stata questa apparente contraddizione a tenere banco ieri, a Treviso, nel corso della presentazione dei risultati della tredicesima edizione del Rapporto annuale sul mercato del lavoro, curato come sempre dall'Osservatorio economico e sociale di Treviso.
I senza lavoro
La sequenza di dati e diagrammi commentata da Paolo Feltrin, presidente del Comitato scientifico e curatore dello studio, al di là di numeri e percentuali conferma tendenze per molti versi ormai poco sorprendenti. Il prodotto scenderà fino al 12% per l'industria e fino al 9% per l'edilizia, le piccolissime imprese, specie del manifatturiero, se non si aggregano sono a forte rischio di scomparsa e a fine anno nella Marca avremo qualcosa fra i 4 ed i 5 mila disoccupati in più. Altri 6/7 mila saranno prepensionamenti o ritiri dall'attività.
«Mi fa piacere - commenta Franco Lorenzon, segretario Cisl - che Feltrin ammetta la pesantezza del momento. È vero che le imprese cercheranno di licenziare il meno possibile per tenersi strette le professionalità ma se possono permetterselo è perché in questi anni hanno anche accumulato un capitale robusto. Forse assisteremo a disoccupati che si mettono insieme per creare nuove unità produttive più strutturate di prima ed ora è strategico più che mai lo strumento finanziario». A tale scopo, Camera di Commercio e Provincia hanno annunciato, fra l'altro, l'intenzione di creare un'agenzia per riqualificare i lavoratori e mettere in contatto domanda e offerta.
Legno e trasporti giù
Dal mondo artigiano giungono intanto giungono nuovi segnali di difficoltà. Salvatore D'Aliberti, segretario provinciale di Casartigiani Treviso, rileva che «su un campione di 271 aziende è stato registrato un calo di fatturato del 17%. Risultano penalizzati soprattutto il legno (-46%) e i trasporti (-34%)».
Antonio Confortin, segretario Uil, esamina invece il mondo del lavoro femminile. «È vero che a Treviso il tasso di occupazione femminile, nel 2008, è stato del 58,2%, vicino al raggiungimento del 60% posto dagli obiettivi di Lisbona. Allo stesso tempo, però, le donne hanno spesso contratti di lavoro più corti, stipendi meno alti dei loro colleghi e più difficoltà a conservare il posto».
Stagisti «assunti»
Intanto per una ventina di studenti trevigiani sta per diventare realtà la prospettiva di un posto fisso. Prima sul territorio regionale, infatti, la Marca è pronta a sperimentare il piano di prima occupazione promosso da Veneto Lavoro. Liceo Flaminio di Vittorio Veneto, Ipsia Galilei, Itis Sartor e Itcg Barsanti di Castelfranco, Istituto Cavanis di Possagno e Cfp di Onè di Fonte: sono iscritti a queste scuole i venti diciottenni che, dopo aver svolto uno stage durante il percorso scolastico ed aver effettuato un altro tirocinio a diploma ottenuto, otterranno un contratto di apprendistato che successivamente verrà trasformato posto fisso. L'iniziativa è stata presentata ieri a Vittorio Veneto ad un convegno del consorzio di istruzione e formazione superiore.
Gianni Favero Angela Pederiva

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