Crisi aziendali, 27 mila addetti coinvolti. Fine della tregua estiva: in Veneto crescono licenziamenti e cassa integrazione. Nei primi nove mesi il ricorso alla Cig è aumentato del 378%
Crisi aziendali, 27 mila addetti coinvolti. Fine della tregua estiva: in Veneto crescono licenziamenti e cassa integrazione. Nei primi nove mesi il ricorso alla Cig è aumentato del 378%
VENEZIA. Terminata la tregua estiva, l'impatto della crisi sull'occupazione veneta torna a farsi sentire. Secondo il report aggiornato a settembre di Veneto Lavoro, aziende in crisi e lavoratori coinvolti da cassa integrazione e licenziamenti segnano una nuova crescita. Guardando solo alle crisi aziendali formalizzate, quindi con verbali già siglati, nei primi nove mesi si parla di 770 procedure concluse con una previsione di oltre 27mila lavoratori coinvolti.
La cassa integrazione totale è arrivata a contabilizzare più di 51 milioni di ore autorizzate in regione, in crescita del 378% sullo stesso periodo dello scorso anno. In termini di lavoratori equivalenti coinvolti, gli ammortizzatori hanno interessato oltre 41.300 occupati. A livello provinciale, Vicenza è la più colpita, seguita da Treviso e Padova.
La portata dell'impatto sull'occupazione della crisi in atto emerge con ancor maggiore forza se si va ad analizzare la dinamica dei licenziamenti. Gli inserimenti in lista di mobilità a seguito di licenziamenti collettivi sono stati, in tutto il 2008, poco meno di 7mila (dato che era comunque in crescita dell'11 per cento rispetto all'anno precedente). Alla fine di settembre si è superata la soglia dei 7.500 licenziamenti. «È dunque prevedibile - si legge nel report diffuso ieri da Veneto Lavoro - che alla fine del 2009 tale dato supererà largamente quello dell'anno precedente».
Ancor più netto l'aumento dei licenziamenti individuali a cui sono ricorse le piccole imprese. Sempre prendendo il 2008 come riferimento, questi hanno sfiorato le 13mila unità. Se si guarda al dato relativo al periodo gennaio-settembre emerge come le piccole aziende venete abbiano già dovuto licenziare più di 17mila addetti. «L'intensificazione dei licenziamenti individuali - viene osservato da Veneto Lavoro - è iniziata negli ultimi mesi del 2008, è continuata con ritmi via via più intensi fino al secondo trimestre del 2009. Nel corso dell'estate, dopo il rallentamento dei mesi di luglio e agosto, il trend di incremento ha ripreso intensità».
Guardando al dettaglio per provincia, emerge come a Padova siano stati approvati (nei nove mesi) più di 2mila inserimenti in lista di mobilità a seguito di licenziamenti collettivi. Seguono Treviso (1.570) e Vicenza (1.512). A Venezia sono "solo" 589. Passando ai licenziamenti individuali è Treviso la provincia più colpita con 3.974 posti di lavoro bruciati. Seguono Vicenza (3.446), Padova (3.306) e Venezia (2.632). Il 77% dei licenziamenti collettivi hanno interessato il settore manifatturiero, con un parziale decremento nel tessile-abbigliamento e una crescita nel metalmeccanico. Nelle piccole imprese, in fine, si osserva il peso via via più rilevante dei posti bruciati nelle costruzioni e nei servizi. (m.mar.)