Crisi Grimeca, niente soldi dalle banche. I sindacati: non sovvenzionano il piano di rilancio dell'azienda, 800 posti a rischio
ROVIGO - Si aggrava la situazione della Grimeca di Ceregnano, alle prese con l'indisponibilità delle banche a sovvenzionare il suo piano di rilancio da oltre 20 milioni di euro. Il silenzio di quest'estate degli istituti sull'argomento sta trovando piena conferma in questi giorni.
In ambiente sindacale e politico è un continuo rincorrersi di voci su questo atteggiamento delle banche, che equivale a un rifiuto a finanziare l'azienda con conseguenze che sarebbero pesantissime per il futuro dell'impresa e dei suoi 840 addetti. Attualmente gli impianti sono quasi fermi, dato che lavorano con alcune decine di operai per volta a rotazione.
Ieri i sindacati metalmeccanici hanno rotto gli indugi, nel palese tentativo di snidare la proprietà.
Come spiega il presidente della Provincia Tiziana Virgili: «Dalle categorie sindacali è arrivata la richiesta di un incontro a palazzo Celio sul tema Grimeca, con la massima urgenza. Da parte nostra - continua - la disponibilità è grande, vista la delicatezza dell'argomento».
Il presidente della Provincia glissa sul «no» delle banche: «Non abbiamo ancora - taglia corto Virgili - elementi certi».
Il piano di rilancio della Grimeca prevede la produzione di cerchi in lega, ma non più per gli scooter e le biciclette, come è sempre stato. Il nuovo obiettivo sarebbero le automobili Fiat come la Topolino, l'anti- Smart italiana che arriverà sul mercato nel 2010.
L'azienda di Ceregnano ha spiegato di volersi orientare verso un nuovo comparto, quelle delle piccole utilitarie Fiat, che permetterebbe di non gettare all'aria le linee produttive e di continuare ad ottenere commesse importanti senza ridurre drasticamente il personale.
L'azienda di Ceregnano nasce agli inizi degli anni Cinquanta a San Lazzaro di Savena (Bologna), per la realizzazione di costruzioni meccaniche in genere ma con particolare riguardo a mozzi e freni del settore motociclistico. Nell'ottobre del 1969 arriva la trasformazione in società per azioni dell'azienda, e all'inizio del decennio successivo nasce la Bassano Spa con sede in San Lazzaro di Savena e stabilimento in Ceregnano.
L'affermazione sul finire degli anni Settanta della cosiddetta «ruota integrale» in lega leggera altamente sofisticata, ha portato nel 1986 alla decisione di integrare le due aziende.
I problemi sono arrivati a metà decennio, quando è stata abbandonata gioco forza la fornitura «storica» di cerchi in lega e componentistica a colossi come Piaggio- Aprilia per la loro delocalizzazione in Oriente.
Antonio Andreotti