Crisi Alenia, 400 a casa «E Superjet non dà alcuna garanzia di riassunzione»
Crisi Alenia, 400 a casa «E Superjet non dà alcuna garanzia di riassunzione»
VENEZIA - C'è preoccupazione negli ambienti sindacali per il piano di ristrutturazione aziendale proposto venerdì da Alenia Aeronautica: nel corso della presentazione del piano, infatti, è stato accennato che lo stabilimento di Tessera sarà chiuso, e che gli oltre 400 lavoratori (a cui è scaduta la cassa integrazione ad agosto dopo un anno) saranno riassorbiti nel giro di due anni nelle altre due aziende di Finmeccanica operanti sul territorio, ovvero Agusta Westland e SuperJet International. Ma se è vero che la prima assumerà altre 20 persone entro l'anno, sulla joint venture italo-russa, che si occuperà dell'allestimento degli interni e della manutenzione di velivoli prodotti in Russia e che avrà la prima commessa appena a metà 2012, c'è molta meno fiducia. A preoccupare le sigle sindacali sono soprattutto le tempistiche. «C'è la solita logica dei due tempi: prima chiudono uno stabilimento, poi, forse, riassorbono i lavoratori, e neppure tutti, in un'altra azienda collegata - spiega Luca Trevisan della Fiom -. Ora ci troveremo lunedì con le altre sigle per vedere come far sentire la nostra voce, ma vorremmo avere un aiuto dalle istituzioni locali, soprattutto dalla Regione: Alenia ha disatteso gli accordi presi con la giunta, desertificando una zona industriale strategica per il territorio. Il piano è pesantissimo - conclude Trevisan - e per noi non è accettabile anche perché su Superjet non c'è nessuna certezza, sono in ritardo di almeno un anno». Del resto, l'ad di Alenia Aeronautica Giuseppe Giordo aveva parlato, nell'aprile scorso, di 300 occupati entro l'anno, ma al momento sono solo 180. «C'è poi da sottolineare la differenza di trattamento: per logiche non economiche in Campania il lavoro rimarrà, contrapponendo lavoratori ad altri lavoratori». Una logica che spiega anche la Uil: «Molti dei lavoratori sono attualmente in trasferta a Pomigliano o in giro per l'Italia perché attualmente non c'è attività a Tessera, senza un vero motivo - aggiunge Diego Panisson della segreteria dei metalmeccanici Uil -. Dal piano presentato ieri, Tessera è stata solo sfiorata: hanno detto che chiudono, ma senza spiegare altro. Ci sono quattrocento lavoratori che vogliono risposte e tempistiche certe, ci faremo sentire in Regione e in Provincia per ottenere appoggi». Il piano di Alenia, oltre alla dismissione di Tessera, prevede la chiusura dei siti di Casoria e Roma, cassa integrazione per il trasferimento di mille lavoratori, accompagnamento alla pensione con cig e mobilità per altri 1.200 e esternalizzazione di 500 risorse, controbilanciate però dall'assunzione di 500 nuove unità in Campania.
An.Sa.