Crisi, 120 mila disoccupati in Veneto. Documenti contrapposti sulle misure individuate per imprese e lavoratori. E la Regione intanto taglia gli stipendi del 5 e del 10% ai nuovi segretari
VENEZIA. Consiglio regionale straordinario sulla crisi, voluto dalla minoranza, con analisi amare e sostanzialmente condivise, ma riversate in due documenti diversi, uno di maggioranza e uno di opposizione. Non sono il recto e il verso della crisi, piuttosto la difficoltà del sistema politico di pensare al Veneto facendo squadra. La conclusione del dibattito è rinviata a oggi: vedremo se il centrodestra, che pure ha subìto l'iniziativa delle opposizioni, riuscirà a votare il proprio documento in esclusiva, vincendo l'intera posta. Salvo misurare poi le conseguenze concrete sul territorio, tutte da dimostrare in ogni caso.
Nel documento di opposizione (Pd, Idv, Udc, Bortolussim Sinsitra Veneta e Unione Nordest) si chiede la presentazione del bilancio 2010 entro fine settembre, per valutare in modo approfondito l'impattodelle misure e insieme l'istituzione di un tavolo comune tra giunta, Consiglio, enti locali e parti sociali, per stabilire le politiche in difesa dell'occupazione e delle famiglie e a sostegno della ripresa. La piattaforma è stata illustrata da Laura Puppato. La mozione di maggioranza Pdl-Lega Nord impegna la giunta Zaia sugli stessi temi, salvo indicare 9 punti nel documento invece degli 8 delle opposizioni. Le questioni toccate sono le stesse: si va dall'innovazione al ruolo di Veneto Sviluppo, dalla scuola e università agli ammortizzatori sociali, alle misure di sostegno delle famiglie sotto la soglia di povertà.
Nonostante i vuoti nei banchi del centrodestra e della giunta, il presidente ha seguito tutto il dibattito e nell'intervento ha riconosciuto che «la convocazione di questo Consiglio ha creato aspettative nei cittadini». Zaia ha sottolineato la necessità di dare risposte concrete, magari con un documento unico perché «la crisi va affrontata in modo trasversale». Per Zaia la fase peggiore è comunque alle spalle: «Le imprese che meglio hanno reagito sono quelle che hanno internazionalizzato. Ma non si vive di sola innovazione perché il Veneto è soprattutto terra di imprese manifatturiere di qualità. Dobbiamo contabilizzare 75.000 persone che hanno perso il lavoro e in totale 120 mila che cercano occupazione. Il 37% dei disoccupati è immigrato e "prima il Veneto" significa riconoscere che solo il 5% del pil è dato dal lavoro di cittadini immigrati. Questo è il motivo per il quale, pur restando terra di ospitalità, non possiamo più sottoscrivere nuovi arrivi di immigrati nella nostra regione».
In tema di risparmi e riduzione delle spese, la giunta regionale ha approvato ieri una delibera con la quale verranno no ridotti gli stipendi dei nuovi segretari regionali, la cui nomina sarà ratificata oggi dall'aula.
Le figure apicali della burocrazia regionale avranno una riduzione del trattamento economico del 5% per la fascia di stipendi da 90 mila a 150 mila euro e la riduzione del 10% sopra i 150 mila euro. A questo taglio si aggiungerà dal 1º gennaio 2011 e fino al 13 dicembre 2013 l'ulteriore riduzione prevista dalla finanziaria statale (5% prima fascia e 10% seconda fascia).