Costruttori contro la Regione «Chiudiamo e non fa nulla». In un clima di favore ai nuovi amministratori, gli edili sono i primi ad alzare la voce
Costruttori contro la Regione «Chiudiamo e non fa nulla». In un clima di favore ai nuovi amministratori, gli edili sono i primi ad alzare la voce
Pelliciari (Ance): «Porteremo le chiavi delle aziende al governatore»
VENEZIA - «Essere veneti, non essere veneti, cosa fare per diventarlo... Qui sta andando in malora tutto e la politica regionale è lì che si attarda su un dibattito per lo Statuto di cui, personalmente, non mi importa nulla». Lo sbotto è di Stefano Pelliciari, presidente dell'Associazione dei costruttori edili (Ance) del Veneto, che ieri ha affidato ad una lettera un perentorio S.o.s della categoria che rappresenta, smarcandola di fatto dal più o meno generale atteggiamento di approvazione nei confronti dei nuovi inquilini di Palazzo Balbi espresso in questi mesi dal mondo economico veneto.
Lo j'accuse di Pellicciari verso la Regione Veneto arriva giusto il giorno dopo il monito del Colle al governo. I toni sono tuttavia diversi, molto più aspri: «A parte pochi interventi in materia di lavori pubblici finora sono stati solo annunci. Intanto per il secondo anno di seguito il reddito pro capite dei veneti è in diminuzione e, per venire al settore delle costruzioni, non passa giorno senza che chiuda un'azienda». Sul come continuerà la stagione da qui alla fine dell'anno, il presidente dei costruttori veneti rimanda alle previsioni fatte in occasione della presentazione della relazione sul 2009. «Temo proprio che ci abbiamo azzeccato». Cosa dicevano i pronostici formulati lo scorso febbraio? Indicavano per il comparto dell'edilizia un calo produttivo nell'anno in corso compreso fra l'8,2% ed il 9%, con l'ipotesi migliore condizionata dal funzionamento del cosiddetto «piano casa 2». Cioè una griglia di incentivi per agevolare interventi in ambito privato che, va detto, ha avuto un effetto minimo rispetto alle attese. Tutto questo dopo che il 2009 aveva fatto rilevare una flessione degli investimenti nel solo compar t o delle abitazioni del - l'11,6%, soprattutto per quanto riguarda i nuovi e difici (-20%). Per quanto riguarda l'occupazione, il crollo veneto è stato stimato lo scorso anno dall'Istat nel 3,5%, contro una media nazionale di meno della metà, con una perdita pari all'incirca a 20 mila posti di lavoro. «Tutta gente che ha diritto al massimo ad ammortizzatori sociali come la Cassa integrazione straordinaria, prossima alla scadenza, e che presto non avrà più alcun introito. Che senso ha in tutto questo star lì a dibattere sul prima o non prima i veneti»?
Un'idea su come poter privilegiare un po' le aziende regionali delle costruzioni, comunque, Pelliciari la lancia prendendo spunto da una normativa nazionale molto recente, passata il 13 agosto, in materia di misure antimafia. Una legge che, con lo scopo di rendere riconoscibili i lavoratori del subappalto, obbliga a processi burocratici con tanto di cartellino che ogni fornitore deve portare appeso addosso. «In una regione per niente mafiosa, con l'intenzione di contrastare eventuali infiltrazioni si va ad appesantire di incombenze improduttive aziende pulite e già in difficoltà per altre ragioni. Su questo il presidente Luca Zaia dovrebbe sostenere la nostra protesta nei confronti del governo centrale. Oppure, ormai, già che ci siamo, stiamo seriamente pensando di recapitare al governatore le chiavi delle nostre imprese perché le porti lui a Roma». Un Luca Zaia che, a detta di Pelliciari, da qualche tempo dribbla le richieste di confronto con l'Ance e che è stato notato discutere in modo insolitamente animato con lo stesso leader dei costruttori a margine di eventi pubblici. «Ho sollecitato più volte un incontro con lui, prima delle ferie. L'ultima volta mi ha detto di rivolgermi alla sua segreteria. L'ho fatto, così come ho chiesto una riunione con l'assessore regionale ai lavori pubblici, Maria Luisa Coppola». La quale dovrebbe dare qualche risposta ad uno dei temi più nevralgici, vale a dire i tempi lunghi con cui le pubbliche amministrazioni saldano le fatture delle opere realizzate. «Se Pelliciari vuole confrontarsi con me - è la replica di Coppola - non occorre che interpelli la mia segreteria. Basta che alzi il telefono e io sarò immediatamente disponibile, del resto con l'Ance ci sono sempre stati rapporti cordiali. Mi permetto tuttavia di ricordare al presidente che il Veneto è stata la prima regione ad aver sbloccato pagamenti per 180 milioni attraverso la formula della cessione dei credito pro soluto con le banche, rendendosi cioè garante per la soluzione delle fatture ed accollandosi gli interessi. Questo non era scontato, ed il mio successore al bilancio ha reiterato il provvedimento. Certo che finchè la legge obiettivo nazionale ci passa solo i fondi per il Mose, si può facilmente capire che grandi opere non ne possiamo mettere in cantiere.
Gianni Favero