Convegno della Cisl «Donne Polesine, tempi di vita e tempi di lavoro». «Noi, risorsa per l'economia e la società»

Convegno della Cisl «Donne Polesine, tempi di vita e tempi di lavoro». «Noi, risorsa per l'economia e la società»
Giovedì 3 Marzo 2011, Rovigo - È finito il tempo del compianto, è arrivato il momento della partecipazione attiva. Basta parole, servono i fatti. È questo quanto è emerso ieri durante il convegno «Donne Polesine, tempi di vita e tempi di lavoro nel momento di crisi» organizzato dal Coordinamento donne Cisl di Rovigo e dalla Funzione pubblica del sindacato. «L'Italia - ha evidenziato Liliana Ocmin responsabile Coordinamento nazionale Donne Cisl - è all'avanguardia dal punto di vista legislativo, manca, però, la cultura e la mentalità giusta per poter mettere le donne nelle condizioni di sfruttare al meglio le proprie capacità che sono diverse da quelle degli uomini ma non per questo inferiori». Alla base, dunque, del «riscatto» femminile deve esserci un cambiamento di cultura che deve partire dall'educazione stessa che avviene prima di tutto in famiglia. «Oggi vale il principio del doppio sì - ha detto Ocmin - sì alla vita famigliare, sì a quelle professionale, ma ci deve essere condivisione e di responsabilità e servizi capaci di garantire alle donne di potersi creare una vita lavorativa in parallelo a quella famigliare di madre e moglie. Chi concilia bene lavora meglio e produce di più. Le donne sono una risorsa per l'economia e la società». Dell'evoluzione del pensiero e della visione che la collettività ha della donna ha parlato il direttore della scuola Socio Politica della Diocesi di Chioggia Michele Panajotti: «Un tempo, soprattutto in Polesine, la donna era l'angelo del focolare, la scolarizzazione era molto bassa e il ruolo era relegato a famiglia e lavoro nei campi. Con il passare del tempo la donna si è istruita, è uscita di casa anche se le radici erano ancora molto forti. Oggi le donne rimangano per più tempo nella famiglia di origine, si sposano più tardi e fanno figli dopo i trenta anni. Non sono più ai margini del mondo del lavoro e producono valore anche se dal punto di vista qualitativo ci sono ancora differenze con gli uomini». Anche se la cura della famiglia è ancora delegata alla figura femminile, oggi, le donne riescono a mettere in campo le loro peculiarità nonostante le difficoltà dettate dalla crisi e dalla cultura, che anche se cambiata, continua a imporre dei limiti: «Credo che conciliare lavoro e famiglia - ha evidenziato il presidente di palazzo Celio Tiziana Virgili - sia sempre stata una sfida di tutte le generazioni. Ricordo le difficoltà di mia mamma e oggi vivo le mie. Dobbiamo essere noi le prime a credere in noi stesse». La donna contribuisce allo sviluppo anche se condizionata da molto fattori: «Per le donne spesso - ha detto Anna Maria Barbierato consigliera di parità provinciale - il lavoro è importante perché dà la possibilità di essere indipendenti e di liberarsi, a volte, da situazioni di violenza e sofferenza. Abbiamo registrato casi di donne che con l'arrivo della maternità si sono licenziate per la mancanza di strumenti che garantiscono la conciliazione. Nel 2009 a livello provinciale sono state 86». Alla fine dell'incontro si è svolto un accesso dibattito sul tema. A coordinare la discussione Valeria Cittadin segretario generale Ust Cisl Rovigo e Antonio Barbiani segretario generale Fp Cisl Rovigo.

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