Contributi senza pensione: «Restituiteli». PREVIDENZA I radicali rilanciano la proposta di legge sui versamenti "silenti" di atipici e professionisti
Domenica 18 Dicembre 2011, TREVISO - (m.bol.) La riforma del mercato del lavoro e il riordino del sistema previdenziale proposti dal governo Monti, hanno fatto riemergere i cosiddetti "contributi silenti" dovuti alla gestione separata dell’Inps. Ovvero quei versamenti previdenziali di lavoratori atipici, precari, ma anche liberi professionisti non iscritti a ordini professionali, insufficienti a generare l’erogazione di una pensione o se ciò avviene si concretizza in spiccioli. Una proposta di legge, formulata già nel 2008 e ripresentata alla Camera dai Radicali, stabilisce la forma e il diritto alla restituzione delle somme versate. «Il principio generale della proposta di legge - spiega Michele De Lucia, della direzione nazionale dei Radicali - è che dove ci sono contributi questi devono essere restituiti. La riforma va orientata sull’individuo, non sulla categoria» «Il problema - sottolinea Lorenzo Zanatta dello Spi-Cgil di Treviso -, riguarda anche quelle donne che cessano presto l’attività lavorativa e non alimentano più la posizione con versamenti volontari. Oppure quegli extracomunitari che rientrati nel loro paese, attualmente perdono tutto». «Bene ha fatto il governo Monti - aggiunge Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - a introdurre il sistema pensionistico contributivo, ma restano altre aree scoperte, come quella dei "silenti". Si tratta ora di intraprendere una giusta battaglia di civiltà. Ad esempio, per ristabilire una equità intergenerazionale serve applicare un contributo di solidarietà, anche dell’1-2%, alle pensioni baby». «E’ fondamentale - chiude Giacomo Vendrame, segretario provinciale Nidil-Cgil - la riforma degli ammortizzatori sociali, perché la contribuzione figurativa è essenziale per la pensione. Terminato il contratto, un co.co.co. oggi non ha diritto al sussidio di disoccupazione».