Contrattazione in deroga .Fotografia di un Veneto che sorpassa Marchionne

VENEZIA. Nessun effetto Marchionne. La contrattazione in deroga, a Nordest, è già realtà. Un'azienda metalmeccanica su due, riferiscono fonti sindacali, ha in essere contratti su misura, con un'organizzazione del sistema produttivo basata sulla flessibilità e sulle esigenze specifiche della società. Oggi la contrattazione in deroga viene invocata come una specie di ombrello aperto per combattere ogni intemperie economica. Ma va detto che la tanto invocata contrattazione di secondo livello tarda ad imporsi, anche nell'avanzato e innovativo Nordest, che dei contratti aziendali ha sempre fatto un cavallo di battaglia.
L'accordo integrativo è un fenomeno difficilmente inseribile in gabbie statistiche. Fonti sindacali dicono che nella popolazione imprenditoriale veneta ce ne sarebbero circa un migliaio. Per capire meglio servono allora altre fonti, come quella sull'andamento delle retribuzioni. Qui si scopre che la fetta variabile dei salari è diminuita piuttosto che aumentare, negli ultimi anni. E in Veneto questo dato è stato più basso della media nazionale. Per migliorare il trattamento economico dei lavoratori non serve, tuttavia, solo più "cash" in busta paga. Le aziende venete - a partire dalla più celebre carta per la spesa inaugurata da Luxottica - da prima della crisi hanno optato per sistemi di sostegno al reddito dei propri dipendenti: l'assistenza sanitaria integrativa, i buoni acquisto, le linee produttive dedicate alle mamme, la formazione.
Una recente indagine presentata da Aidp e Banca Ifis e condotta da Od&M afferma che la crescita degli stipendi negli ultimi anni è stata determinata principalmente dall'aumento della componente fissa, mentre la parte variabile fatica ad imporsi. In Veneto nel 2009 lo spicchio variabile degli emolumenti per i dirigenti è stato di 10.328 euro (oltre 11mila euro il dato nazionale), di 2.986 euro quello dei quadri (oltre 3.300 il valore nazionale) di 603 euro quello degli impiegati (651 dato italiano).
Tra le aziende in cui si stanno sperimentando i nuovi contratti, c'è la Vimar di Marostica, 1.000 dipendenti, di cui 850 in Italia, leader nel settore apparecchiature per l'impiantistica elettrica e la domotica. La società e le Rsu hanno recentemente firmato un contratto collettivo di secondo livello che prevede il premio annuale di risultato, collegato anche all'indice di frequenza degli infortuni sul lavoro e dall'andamento della qualità dei prodotti, oltre che a fatturato e redditività. A ciò si somma l'attivazione dell'assistenza sanitaria integrativa a favore didipendenti e familiari.
Assistenza sanitaria integrativa anche per i dipendenti della Baxi di Bassano Del Grappa, un migliaio di caldaie costruite ogni anno. A queste iniziative si somma una linea produttiva dedicata alle mamme e poi le borse di studio per i figli dei dipendenti. Permasteelisa, azienda leader mondiale nell'installazione di involucri architettonici e facciate, ha avviato nel gennaio del 2009 un programma quadriennale di prevenzione oncologica che coinvolge oltre 700 dipendenti e collaboratori.
Poi ci sono le iniziative territoriali collettive, come Arcobaleno, un fondo operativo nel settore dell'industria del Legno Arredo per l'assistenza sanitaria integrativa promosso dalla Filca Cisl (nazionale, regionale e della provincia di Treviso). Vi aderiscono nella Marca circa 80 aziende. Tra queste c'è ad esempio il Gruppo Alf di Francenigo (treviso) che ha due stabilimenti con 300 dipendenti. Poi ci sono i contributi erogati dalla bilateralità veneta: Casse Edili, Ente Bilaterale Artigianato e Ente Bilaterale Terziario. I ambito di assistenza sanitaria è in discussione un accordo alla Fip di Selvazzano (400 dipendenti, metà metalmeccanici e metà edili). Banca Ifis ha incrementato l'investimento in formazione del personale dal 2008 al 2010 del 143%. E Stefanel con oltre 1200 ore dedicate ai dipendenti (non solo quelli in Cig) tramite Fondimpresa sta usando questo supporto per sostenere il suo piano di rilancio.
Roberta Paolini