Consorzi bonifica, legge riordino in Veneto

Venezia. La Regione Veneto, prima in Italia, ha stabilito le nuove regole per la bonifica facendo passare da venti a dieci il numero dei consorzi con l'approvazione di una legge regionale.
"Èun lavoro che stiamo portando avanti da tempo - spiega Onofrio Rota, segretario generale
Fai Veneto - e la nostra preoccupazione è sempre e comunque andata ai posti di lavoro. Nella
nostra regione sono 1.300 gli occupati di cui 1.000 fissi e 300 a tempo determinato. Al di là
di tutte le spinte demagogiche sull'utilità o meno dei consorzi, questa legge valorizza ancora
di più il loro valore, così importante per il settore agricolo". Il pericolo che si correva era il loro
totale smantellamento, causando la perdita di tutti i posti di lavoro. "Grazie, invece, anche alle
pressioni che abbiamo fatto - aggiunge Rota - e al lavoro del presidente della commissione
Ruffato, è stato arricchito il ventaglio di competenze dei consorzi stessi, con nuovi ruoli anche
in campo ambientale e energetico (ad esempio la realizzazione di centrali idroelettriche sui
corsi d'acqua). Ci ha fatto anche piacere l'impegno che si è assunto l'assessore Conta sulla salvaguardia dei livelli occupazionali. In periodi in cui si parla sempre di aziende che chiudono e
persone che perdono il lavoro, questo mi sembra un ottimo risultato". Comincia adesso una fase delicata con la riorganizzazione dei consorzi che potranno vedere discussioni a livello provinciale per riformulare le nuove piante organiche. "Ora - prosegue Rota - è necessario avviare una
serie di corsi di riqualificazione per i lavoratori per garantire il loro valore professionale, un patrimonio per i consorzi. Da parte nostra cominceremo con una giornata di formazione e studio
il 30 aprile a cui parteciperanno una quarantina di delegati dei consorzi del Veneto a cui spiegheremo nel dettaglio la nuova legge e soprattutto la questione legata alle piante organiche".
Monica Borga