Consensi diffusi alla reintroduzione. Donazzan: «Aiuto essenziale, non peserà sui più deboli»
Consensi diffusi alla reintroduzione. Donazzan: «Aiuto essenziale, non peserà sui più deboli»
«Addizionale Irpef, una necessità». Tomat: «Giusto garantire i servizi ma va ridotto il peso dell'amministrazione pubblica»
Venerdì 17 Dicembre 2010 - «Dal 2010 via l'addizionale Irpef», aveva annunciato nell'ottobre dello scorso anno il governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan. L'imposta regionale sulle persone fisiche era stata introdotta in Veneto nel 2002, per consentire, in particolare, di mantenere a livelli di eccellenza i servizi sanitari. Ora però il peso dei mancati introiti si fa sentire, soprattutto nel settore del sociale e dei servizi alla persona, e da più parti si invoca come irrinunciabile necessità la sua reintroduzione, che graverebbe però solo sui redditi superiori ai 29.500 euro (il 10 per cento dei contribuenti veneti) con un gettito previsto intorno ai 130 milioni. Non a caso l'invito all'attuale governatore veneto, il leghista Luca Zaia, formulato ieri proprio sulle pagine del Gazzettino da Franca Porto, segretaria Cisl Veneto, ha trovato diffusi consensi, sia a livello sindacale, che politico, che di associazioni di categoria.
Significativo quanto afferma l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e lavoro, Elena Donazzan: «Una condotta politica seria prevede scelte coraggiose seppure impopolari. Occupandomi di lavoro, vedo quotidianamente chi è in difficoltà. Mi rendo conto che si può intervenire gestendo in modo oculato le risorse, ma queste oggi vanno reperite tra coloro che possono dare qualcosa in più senza sentire troppo il sacrificio. Ringrazio Franca Porto che ha rotto questo silenzio di pudore che impediva di affermare che le tasse, quando eque, sono di sollievo alla Comunità. Ciò significa proteggere i più deboli, cui l'addizionale Irpef non sarebbe applicata».
Di "scelta irresponsabile" da parte della giunta Galan, alla quale urge porre rimedio parla il consigliere regionale del Pd Andrea Causin: «È giusto - spiega - che chi ha la possibilità di contribuire maggiormente al funzionamento del servizio pubblico in questo momento di crisi lo faccia». In sintonia anche Emilio Viafora, segretario generale Cgil Veneto: «Noi fummo gli unici, quando fu decisa l'eliminazione dell'addizionale Irpef, a dichiararci contrari perchè in questo modo si finiva con il premiare i redditi più sostenuti a scapito di una contrazione delle entrate sui servizi, in presenza della crisi e del taglio di trasferimenti da Stato a Regioni. In ogni caso gli introiti che ne deriveranno saranno insufficienti perchè tra buco della sanità difficile da quantificare e mancati trasferimenti governativi, fra l'altro senza che vi sia stata una vibrata protesta da parte di Zaia, diventa problematico individuare i modi per non intaccare ulteriormente i servizi nel sociale».
«Giochetti di prestigio», li definisce invece senza mezzi termini Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia Mestre: «Giochetti di cui la destra è maestra: togliere l'addizionale prima delle elezioni per rimetterla poco dopo. Reintrodurla sarà una triste necessità, con i tagli che ha imposto il governo non c'è altra scelta. Ma occorre cambiare rotta: se si va a vedere la spesa pubblica in Italia, si vede un andamento abnorme in tutti gli enti pubblici nell'accrescere la spesa. Così non si può andare avanti».
Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto, si dice d'accordo sul fatto che, da parte di chi percepisce un buon reddito e gode di una maggiore disponibilità economica, debba esserci un contributo: «La decisione - precisa - spetta alla politica. Ritengo però che se occorre garantire un certo livello dei servizi anche in presenza di risorse così esigue, sia altrettanto importante procedere a quei tagli, a quelle ristrutturazioni utili a ottenere fondamentali riduzioni di spesa: penso alla sanità, penso al peso dell'amministrazione pubblica oggi eccessivo rispetto alle reali esigenze del territorio. Questo va fatto e va fatto subito».
Marco Michielli, presidente Confturismo Veneto: «Ogni decisione su nuove tasse spetta a Zaia, all'assessore al Bilancio Roberto Ciambetti e alla Giunta. Altrimenti siamo in una situazione in cui ognuno ha la sua ricetta. Ma questa dell'addizionale Irpef che ritorna, siccome si parla di tassare i redditi superiori ai 29mila euro, mi pare la classica uscita politica fatta per guadagnarsi un titolo».