Confcooperative chiede al sindacato meno conflittualità

Venezia - I sindacati protestano per difendere i posti di lavoro ma Confcooperative chiede moderazione, anzi il presidente veneziano, Angelo Grasso, dice proprio «basta conflittualità». L’associazione di categoria è antisindacale? No, rispondono, è una difesa delle aziende locali, perché il rischio è che vengano soppiantate da realtà spurie che prendono gli appalti, e dopo qualche mese se ne vanno lasciando solo disoccupati. Sindacati e lavoratori, insomma, credono di aver toccato il fondo, e invece pare che ci sia ancora molto da scavare.

      Non a caso Grasso cita la cooperativa Elleuno, che ha perduto l’appalto per l’assistenza domiciliare in Comune a favore della cooperativa Ancora, o quello della Serenissima che si occupa della guardiania al porto e che è stata molto contestata per aver licenziato dei lavoratori.

      L’appello ai sindacati è di essere «meno conflittuale e più collaborativo. Le nostre cooperative si trovano, in un periodo di grave crisi finanziaria, a gestire servizi che sono remunerati dai vari enti ai limiti della compatibilità economica, a causa dei famigerati appalti condizionati dai minori costi, o peggio ancora al massimo ribasso».

      Anche i vertici di Confcooperative sono coscienti che oggi i lavoratori dell’assistenza domiciliare sono costretti a rispettare tempi strettissimi per spogliare e rivestire una donna assistita, tempi che di fatto rendono nullo il servizio.

      «Alle nostre cooperative diciamo che, piuttosto che accettare appalti ingestibili, mettano i lavoratori in cassa integrazione - spiega il direttore Dino Lazzarotto -. Le cooperative che non fanno parte del sistema delle garanzie, invece, fanno strame delle regole».

      Il presidente Grasso, tra l’altro, sostiene che occorre difendere il mondo delle cooperative «perché potrà fare da traino per il superamento della crisi occupazionale in atto».

      E il presidente regionale delle coop di produzione e lavoro, Tiziano Venturini aggiunge appello ad appello: «I diritti vanno salvaguardati ma serve maggiore elasticità. È importante un’opera di concertazione e lo stesso sindacato deve saper cogliere ed interpretare questo momento, e mettere a disposizione le proprie potenzialità al fine di contribuire a superare una crisi che coinvolge soprattutto i giovani». (e.t.)

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