Compometal, alta tensione Confindustria «assediata»
VERONA — Si è respirata una certa tensione ieri pomeriggio fuori dalla sede di Confindustria: l'ingresso di piazza Cittadella era sgombro, ma il cancello da cui escono le auto e che dà su vicolo Terese, tra le 14 e le 15,30 è rimasto bloccato da un muro di lavoratori della Compometal, che volevano impedire l'uscita a Florindo Garro, proprietario dello stabilimento in quanto titolare del contratto d'affitto stipulato due anni fa con la Fondver, azienda del gruppo Biasi. Tutto si è risolto senza incidenti né denunce, ma i lavoratori (di fatto disoccupati anche se per un anno o poco più saranno coperti dagli ammortizzatori sociali) hanno dovuto subire l'umiliazione della propria impotenza, tornandosene a casa senza essere riusciti nemmeno a fischiare il proprio datore di lavoro. D'altra parte la polizia, guidata dal capo della squadra mobile Giampaolo Trevisi, ha dovuto faticare non poco per riportare l'ordine senza che alcun lavoratore fosse spostato di forza o costretto a fornire le generalità. Un clima così pesante si spiega col fatto che l'ex fonderia del gruppo Biasi, che negli ultimi cinquant'anni era stata il cuore del gruppo industriale («E dove negli ultimi sei o sette anni abbiamo avuto quattro morti: due per incidenti sul lavoro e altri due per eventi collegati», dice Alessandro Gardina, uno dei lavoratori), oggi è chiusa, con gli impianti fermi e la corrente staccata, in attesa che qualcuno ne decreti ufficialmente la morte e bonifichi la zona, andando a smaltire l'amianto che ricopre 70 mila metri quadri di capannoni. L'incontro di ieri era stato richiesto da Garro, che deve ancora versare le tredicesime che spettano ai lavoratori. «Garro - fa sapere Stefano Zantedeschi, segretario Fiom Cgil - ha detto che provvederà immediatamente a effettuare i bonifici. Ha anche detto che la prossima settimana sarà convocato il cda di Compometal, che nominerà il liquidatore». Antonio Veneri, segretario Uilm, dice che la situazione è paradossale: «L'azienda è chiusa - spiega - eppure Garro si è detto pronto a cederla a Fondver e quest'ultima, secondo quanto dice Garro, gli ha detto di liquidarla ma ha chiesto gli stampi per produrre caldaie e radiatori altrove». L'ennesima cortina di fumo di una vicenda dove abbondano i retroscena, ma dove manca la scena, e dove il silenzio delle macchine è riempito dalla rabbia di 140 metalmeccanici che arrivati a 50 anni sognano di fare i commessi Ikea.
D.P.