Commesse precettate. Pasquetta e primo maggio: più che una festa un incubo
Commesse precettate. Pasquetta e primo maggio: più che una festa un incubo
Mercoledì 20 Aprile 2011, Treviso - Gita fuori porta o relax casalingo? Per Pasquetta e Primo maggio, la domanda rischia di non porsi nemmeno per parecchie commesse e altri addetti del commercio trevigiano: diversi punti vendita, infatti, potrebbero decidere di tenere aperto anche nel lunedì dell'angelo (che quest'anno peraltro, coincide pure con il 25 aprile, festa della Liberazione) e poi anche nella domenica successiva, ovvero la ricorrenza dedicata ai lavoratori.
Indiziati numero uno i centri commerciali e le megastrutture attorno al capoluogo. In centro storico, dove pure la classificazione di «città d'arte» consente libertà nel gestire le saracinesche ai titolari, dovrebbero essere operativi i grandi magazzini Coin e Oviesse. I due esercizi (stesso gruppo) già garantiscono l'apertura tutta la settimana: in questo caso osserverebbero la chiusura domenica di Pasqua, ma richiamerebbero al loro posto i dipendenti il lunedì successivo. Con più di qualche mugugno degli interessati: «Io per fortuna questa volta sarò a casa -sospira una commessa da Oviesse- Ma certo per le ragazze a cui toccherà è un sacrificio notevole: in feste simili sarebbe giusto poter restare in famiglia». «È un tour de force -fa eco una collega da Coin- ma purtroppo c'è bisogno di lavorare». Da Stefanel la strategia è ancora in via di definizione, mentre il megastore Benetton, dopo il rompete le righe di sabato sera, riprenderà l'attività martedì 26. Anche i sindacati di categoria, in questi giorni, stanno passando in rassegna le varie aziende del comparto, per sondarne le intenzioni. Al momento le conferme di apertura festiva sono limitate a pochi casi: «Non abbiamo segnali in questo senso -ribadisce Edoardo Dorella, della segreteria provinciale della Fisascat Cisl- E se qualcuno volesse tenere aperto, andremo senza dubbio a dirgli che non è proprio il caso: queste festività vanno rispettate». Lo stesso accordo territoriale sul lavoro festivo, firmato tra le sigle sindacali e la Confcommercio provinciale, prevede una «salvaguardia» per alcune ricorrenze principali: Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto, 25 aprile, Primo maggio. «La nostra posizione è sempre la stessa: in queste occasioni non si lavora -sottolinea Dorella- Tanto più che non sono certo queste mezze giornate in più a portare risultati economici».