Commesse in sciopero «No al lavoro domenicale»
Confermata l’agitazione per la giornata del 29 dei lavoratori del commercio decisa dalle tre confederazioni sindacali in risposta alla grande distribuzione
Confermato lo sciopero delle commesse, per tutta la giornata, per domenica prossima, 29 gennaio. La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del commercio è stata indetta nel solo Veneto da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil ed Uiltucs-Uil come risposta immediata a tutti i gruppi commerciali, grandi e medi, che hanno deciso di tenere aperto tutte le domeniche sino al 22 febbraio prossimo. Ossia sino al giorno in cui i giudici del Tar del Veneto decideranno nel merito ( se decideranno) sui ricorsi presentati dalla Grande Distribuzione contro vari Comuni del Veneto, dopo che alcuni ipermercati sono stati multati, il 15 gennaio, perché non hanno rispettato la legge regionale promossa dall’assessore Isi Copola, ma hanno voluto seguire subito il Decreto «Salva Italia» sulle liberalizzazioni delle aperture e degli orari. In ogni capoluogo di provincia ed anche davanti ad alcuni noti centri commerciali i sindacati locali effettueranno presidi di protesta e distribuiranno volantini ai consumatori. Ad esempio in città la mobilitazione sarà coordinata dai tre segretari di categoria, Marco Bodon ( Cisl ), Cecilia De Pantz ( Cgil ) e Fernando Bernalda ( Uil ). Alcune commesse libere dal lavoro saranno presenti davanti alla Rinascente, in via Cavour e, quasi certamente, anche davanti al Centro Giotto-Auchan. Intanto, in numerosi ipermercati e grandi magazzini tira aria di rivolta. I dipendenti, infatti, protestano per le decisioni unilaterali delle aziende di tener aperto fino a quando non ci sarà la decisione dei giudici amministrativi regionali. Una delle situazioni più tese si sta verificando alla Rinascente, dove gli amministratori hanno già comunicato da Milano che, durante tutte le aperture domenicali, chiameranno al lavoro non i propri 50 dipendenti, ma esclusivamente i lavoratori interinali. «Questa è una sfida che respingiamo subito al mittente perché la Rinascente ha già effettuato tale, drastica, scelta, non certo per offrire nuova occupazione, seppure temporanea, ai giovani, ma esclusivamente per non pagare il 30 per cento in più alle dipendenti nei giorni festivi, come previsto dal contratto nazionale della categoria. Naturalmente il primo obiettivo dello sciopero di domenica resta quello a tutela del lavoro domenicale delle commesse e delle cassiere. 20 aperture all’anno sono più che sufficienti. Anche perché non credo che i consumatori, in tempi di crisi come quelli attuali, abbiano i soldi in tasca per fare shopping ogni domenica». Felice Paduano