Comitato lavoratori. "Abbiamo avuto l'appoggio di tutti. Ora è il momento di voltare pagina"

Comitato lavoratori. "Abbiamo avuto l'appoggio di tutti. Ora è il momento di voltare pagina"
Mercoledì 22 Giugno 2011, Porto Tolle - È esplicito il Comitato lavoratori: "La legge regionale del 1997 non ha tecnicamente nessun senso". La notizia, giunta ieri sulla modifica della legge regionale sul Parco del Delta riaccende uno dei motori dell'economia nazionale e la speranza di migliaia di lavoratori, dipendenti sia dell'Enel che delle tante imprese nell'indotto.
"Il nostro futuro - spiegano - è stato sospeso dopo lo stop che il Consiglio di Stato aveva motivato che finchè la Regione Veneto non riterrà di modificare la legislazione di sua competenza, deve essere applicata la legge regionale tuttora vigente secondo cui nella zona di Porto Tolle possono essere costruite esclusivamente centrali alimentate da gas naturale o da fonte alternativa di pari o minore impatto ambientale".
"Secondo la legge del Parco si amministra l'ambiente mettendo a confronto tra i combustibili, ma un confronto così, senza indicare la tecnologia adottata, non ha tecnicamente nessun senso. Oggi i riferimenti tecnici, rispetto alla legge del Parco approvata nel 1997 - spiegano i lavoratori - sono le limitazioni imposte sulle emissioni dall'Unione Europea, previste dalla normativa EU 2001/80/CE e in vigore in Italia dal 1. gennaio 2008, secondo valori che la riconversione a carbone "pulito" rispetta con emissioni ridotte alla metà dei limiti".
"Siamo quindi fiduciosi, perchè nel mese che è seguito allo stop del Consiglio di Stato - dichiara il portavoce del Comitato Lavoratori Maurizio Ferro - sono stati al nostro fianco la giunta regionale, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, le oltre 8mila persone che hanno firmato la petizione per la riconversione svolta in collaborazione con le organizzazioni sindacali, e perchè abbiamo ottenuto l'impegno dei ministri Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo di portare avanti le operazioni di conversione della centrale. Con l'impegno di tutti, e dopo i quasi 150mila posti di lavoro che il Veneto ha perso con la crisi economica, adesso è il momento di cambiare pagina".
L.I.

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