Cisl. Il segretario regionale Porto: «La disoccupazione dei giovani fa paura, bisogna agire»

Cisl. Il segretario regionale Porto: «La disoccupazione dei giovani fa paura, bisogna agire»
Veneto: 250mila lavoratori a rischio

Sabato 19 Dicembre 2009, Venezia - «Anche in dicembre assisteremo al taglio di posti di lavoro, saranno altri 12-13 mila, il che porterà il dato dei disoccupati ordinari a quota 150mila. A questi bisogna aggiungere quelli in mobilità, i collaboratori senza più contratto, e arriviamo a 250mila. Tanti, ma temo che aumenteranno nel 2010. Per fortuna il governo ha rifinanziato la cassa integrazione in deroga».
Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto, il più importante sbiancato della regione, sfoglia i dati dell'ultima indagine dell'organizzazione e sospira: «Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia fa paura, siamo al 27% - spiega la leader della Cisl - in Veneto è un po' più bassa, ma siamo sempre a livelli di criticità, bisogna assolutamente trovare un sistema per integrare questa gente, altrimenti siamo alla disperazione e il tessuto sociale si romperà».
La Porto non vuole agitare fantasmi post sessantottini, ma chiarisce bene il suo pensiero: «È arrivato il momento di passare dallo Statuto dei lavoratori allo Statuto dei lavori, dobbiamo rimodulare tutta la questione del lavoro perché se non riusciamo a sbloccare il mercato non riusciremo nemmeno a sostenere in futuro il sistema del welfare». Ce l'ha con l'articolo 18? «Gli industriali, soprattutto quelli del Nordest, non pensano più ai licenziamenti liberi - risponde - piuttosto sarebbe ora di varare un sistema dove chi è flessibile, chi non ha il posto fisso, venga pagato di più e con ammortizzatori sociali più robusti. Oggi invece ha paghe più basse e meno tutele. Per fortuna il governo e la Regione hanno finanziato la cassa in deroga con 200 milioni nel 2009 e per l'hanno prossimo siamo coperti. Sono soldi certi, e spero che nessuno si metta a lanciare allarmi come nel 2009».
Chiaro il riferimento alla Cgil veneta. Rimane una questione "tecnica": le elezioni non rischiano di bloccare tutto? «Non ce n'è motivo, chiunque vinca non ha l'interesse a bloccare per 4 mesi l'attività. I lavoratori e i veneti non capirebbero».

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