Cisl. Domani giornata di mobilitazione sul fisco e convegno a Padova.«Sono le auto di lusso a rivelare l'evasione».«Vicenza: vendute 2600, e i maxi-redditi sono mille»

Cisl. Domani giornata di mobilitazione sul fisco e convegno a Padova.«Sono le auto di lusso a rivelare l'evasione».«Vicenza: vendute 2600, e i maxi-redditi sono mille»
"Cambiamo il fisco insieme": con questo slogan la Cisl nazionale mobilita domani la sensibilità di chi le tasse le paga, e non può scamparle, e prova a fare pressione su due versanti. Sulla società in generale, che appare nemica più del fisco che degli evasori. E sulla politica, che di lotta all'evasione discute sempre ma senza mai ridurre l'ampiezza dello scandalo. Adesso siamo, per capirsi bene, a 300 miliardi di euro imboscati, pari a un danno erariale di 100 miliardi all'anno di imposte non pagate: soldi direttamente sottratti a sanità, scuola, tutela sociale e investimenti produttivi.
Manifestazioni sono in calendario in ogni regione e l'appuntamento veneto è a Padova (sala dei Carraresi in Fiera, ore 9,30) dove il tema del "no" all'inerzia in fatto di evasione sarà: "La vera riforma istituzionale è quella fiscale".
Il sindacato batte sul tasto della sottrazione di benessere collettivo a beneficio delle furberie private. «È possibile che l'anno scorso siano state vendute in tutta Italia 200 mila auto di lusso che costano in media 100 mila euro - si è chiesto Maurizio Dei Zotti, presentando l'iniziativa con il collega Luigi Copiello - e che in tutto siano appena 76 mila gli italiani che dichiarano nell'Irpef più di 200 mila euro?».
Applicati a Vicenza i dati sono i seguenti: 2600 auto di lusso vendute anche nel 2009 della crisi e appena 1000 contribuenti che stanno sopra i 200 mila euro di reddito dichiarato.
Proclamare che "il fisco è bello" non si può, commenta la cisl vicentina, ma neanche chiudere gli occhi di fronte al fenomeno: «Quando si dichiara "Stato sociale, tutto esaurito" non si fa una battuta - commenta Dei Zotti - ma ci si arrende all'evasione: sono questi i soldi che mancano per l'aiuto a famiglie e imprese».
Il sindacato giudica negativamente le ultime tappe del dibattito sul fisco: «Parlare di due sole aliquote Irpef, 23 e 33%, in realtà significa favorire solo i redditi alti e non la fascia medio-bassa. Presentare come un successo l'abolizione della quota facoltativa di addizionale Irpef regionale, come ha fatto il presidente Galan, vuole dire silenzio sul fatto che a beneficiarne sono soli redditi oltre i 29 mila euro».
Ma che cosa immagina la cisl, oltre alla consueta ricetta anti-evasione confezionabile per l'Agenzia delle entrate (più controlli, più tecnologia, più personale)? «Si parla tanto di federalismo fiscale. Bisogna portare i controlli sul territorio, il più possibile vicino ai cittadini e ai livelli dell'evasione» indica l'esponente cislino. Nessuna voglia di comitati di delazione o di buche per le lettere anonime, avverte, ma la necessità che a una presa di coscienza civica - come sollecitato dalla manifestazione di domani - corrispondano anche azioni serrate degli organismi di vigilanza e di controllo.