Cisl in piazza: meno tasse per dipendenti e pensionati

Meno tasse per lavoratori dipendenti e pensionati. Non è uno slogan politico, ma la campagna promossa dalla Cisl, che ieri con un gazebo in piazza Borsa, ha spiegato ai cittadini la proposta che il sindacato ha deciso di inviare la governo: ossia un «patto fiscale» con le imprese, le categorie professionali, i lavoratori e i pensionati per alleviare il peso delle imposte dai portafogli dei contribuenti. O meglio, di chi le tasse se le vede detrarre direttamente dalle buste paga. «L'irpef è pagata prevalentemente dai lavoratori dipendenti e dai pensionati che rappresentano l'86% dei dichiaranti e il 90% dei redditi dichiarati - spiega Franco Lorenzon (nella foto), segretario provinciale generale della Cisl - Il 91% dei contribuenti inoltre dichiara un reddito inferiore ai 35 mila euro. Solo meno dell'uno per cento dichiara redditi superiori a centomila euro l'anno». L'evasione pesa sullo stipendio di chi ha sempre versato quel che lo Stato gli chiedeva. «A causa di questi comportamenti la progressività dell'imposta colpisce lavoratori dipendenti e pensionati - continua Lorenzon - va dunque ridotta per non penalizzare i redditi di queste persone in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Senza una riduzione della tassazione sui redditi è difficile immaginare una ripresa della domanda interna e dei consumi». Per questo la Cisl chiede anche più tasse sui patrimoni e sulle rendite finanziare (per scovare i furbetti), meno tasse alle imprese che investono e che non licenziano, più servizi sociali alle famiglie e meno tasse sul lavoro e sulla contrattazione aziendale e territoriale. Misure necessarie, secondo il sindacato, per restituire una dignitosa capacità di reddito alle famiglie messe in ginocchio dalla crisi.
(Laura Canzian)