Cigs, cresce la richiesta
Belluno. Ha tra i 30 e i 40 anni, è maschio, italiano, lavora da più di cinque anni nella fabbrica con un contratto a tempo indeterminato. E' questa la fotografia del bellunese tipo colpito dalla crisi economica e dalla cassaintegrazione in provincia di Belluno, quale emerge dal report di Veneto Lavoro del mese di ottobre. Da cui si evince anche una grande richiesta di cassa ordinaria trasformata in cassa straordinaria con l'arrivo dell'autunno. Ma c'è anche un altro dato che colpisce la provincia di Belluno in maniera molto più forte rispetto agli altri capoluoghi veneti: le ore di cassa in deroga per ciascun lavoratore ammontano a 610, valore più alto in assoluto. Cassa in deroga. Da maggio a novembre le domande di cassa in deroga presentate dalle aziende, per lo più artigiane con un numero limitato di addetti, sono state 240, per un totale di 1.268 lavoratori, vale a dire il 48% della forza lavoro del settore per un totale per ciascun addetto di 610 ore. A livello regionale a richiedere la cassa in deroga sono state 9.301 imprese, per un totale di 50 mila lavoratori. Cigo e cigs. Per quanto riguarda la cassaintegrazione ordinaria (cigo) in provincia di Belluno le ore autorizzate sono state 6.095.038 da gennaio ad ottobre, con un aumento da settembre (559.140) al mese appena trascorso (645.622). Per la cassa straordinaria (Cigs), invece, nei primi dieci mesi dell'anno le ore autorizzate nel Bellunese sono state 860.363, passando dalle 25.269 di settembre alle 44.491 di ottobre. Liste di mobilità. A livello provinciale, si è assistito, inoltre, in questi mesi all'intensificazione dei licenziamenti che sono esplosi nel terzo trimestre passando dagli 860 del 2008 a 1.073. Cifre che fanno capire come la crisi non sia per nulla superata. Anzi. I sindacati. E Cisl e Cgil si dicono fortemente preoccupate. «L'aumento della cigs è un segnale negativo perchè prelude al licenziamento», dice Primo Torresin segretario Cisl, «e per quanto riguarda il rapporto tra ore richieste e ore utilizzate siamo al 48%, un valore ancora troppo elevato». Per Renato Bressan, segretario Cgil, diventa «necessaria, a questo punto, una strutturazione degli ammortizzatori sociali, altrimenti per il 2010 non sappiamo cosa succederà. Come non si sa cosa succederà anche per la cig in deroga: i 50 milioni deliberati dal ministero al Veneto stanno iniziando ad essere elargiti adesso, a distanza di mesi da quando sono stati finanziati. Ma non basteranno per pagare gli arretrati. Speriamo che gli 80 milioni stanziati da poco arrivino più velocemente, altrimenti centinaia di lavoratori si troveranno per mesi senza un euro».
Paola Dall Anese