Cig in calo, ma è boom licenziamenti

Cig in calo, ma è boom licenziamenti
Giù cassa e crisi aziendali ma gli inserimenti in mobilità crescono del 35%

VENEZIA. La crisi occupazionale veneta entra nella seconda fase. Dopo aver visto le crescite esponenziali delle ore di cassa integrazione e del numero di crisi aziendali, i primi due mesi dell'anno offrono una preoccupante inversione di tendenza. L'ultimo report di Veneto Lavoro sull'impatto occupazionale della crisi, infatti, evidenzia una tendenza alla riduzione sia dei nuovi ingressi di aziende in stato di crisi sia delle ore autorizzate di cassa integrazione. «Sarebbero tutti segnali univocamente positivi» evidenzia il rapporto, «se non fossero accompagnati da un cospicuo aumento dei licenziamenti collettivi e dei conseguenti flussi in lista di mobilità». Le imprese venete, quindi, dopo aver tentato un recupero della competitività abbassando temporaneamente i costi sarebbero di fronte all'impossibilità di confermare gli organici a fronte del mutato scenario.
Tesi che trova conferme nei dati gennaio-febbraio 2011: il numero di imprese che hanno annunciato l'avvio delle procedure di crisi risulta diminuito rispetto a quello di febbraio 2010; quanto alle procedure terminate (e concluse quasi tutte con accordo sindacale) si registra una tendenza analoga, anzi accentuata. I numeri dicono che le imprese segnalate in difficoltà a febbraio (111) risultano inferiori a quelle del corrispondente periodo dell'anno precedente (130) ma i lavoratori potenzialmente interessati sale da 1.162 (febbraio 2010) a 2.380. Quanto alla cassa integrazione, l'analisi di Veneto Lavoro sottolinea come il numero complessivo di ore di cassa integrazione guadagni (Cig) autorizzate è in riduzione: nel primo bimestre dell'anno ammontano a 14,8 milioni di ore contro i 21,5 milioni di ore nel corrispondente bimestre del 2010. «Il dato - evidenziano, però, dalla società regionale - rimane comunque elevatissimo se confrontato con i numeri del primo bimestre del 2009».
In questo contesto si deve registrare una crescita significativa del numero dei licenziamenti collettivi (2.746, +35%) mentre risulta in contrazione quello dei licenziamenti individuali (5.194, -6%). Gli inserimenti in lista di mobilità a seguito di licenziamenti collettivi sono stati, nel 2008, poco meno di settemila (+11% sul 2007). Nel 2009, invece, si sono raggiunti i 10mila licenziamenti collettivi, dato superato nel 2010 (10.221). Ora, nel primo bimestre del 2011 ci sono stati 2.746 inserimenti a fronte dei poco più di 2mila dello stesso periodo 2010. A livello territoriale, Vicenza è in testa ai licenziamenti collettivi (834) Treviso a quelli individuali (1.257). (m.mar.)

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