«Cig, in 20 mila senza assegno».Cgil all'attacco: i 50 milioni promessi dalla Regione non si sono visti.

«Cig, in 20 mila senza assegno».Cgil all'attacco: i 50 milioni promessi dalla Regione non si sono visti.
VICENZA - «Da metà ottobre la Regione Veneto non autorizza più le domande di cassa integrazione in deroga per gli artigiani. Ci sono 4500 richieste congelate, avanzate da altrettante imprese: moltissime sono in sospeso ancora da luglio, con ventimila lavoratori coinvolti che attendono l'assegno». La Cgil del Veneto sceglie Vicenza, provincia con un'altissima percentuale di imprese artigiane, per denunciare «la mancanza di risorse per la cassa in deroga. I 50 milioni di euro promessi a settembre - dichiara Fabrizio Maritan, della segreteria regionale del sindacato - attendono ancora la firma del decreto dal ministro del Tesoro. Semplicemente i soldi non ci sono, perché il fondo nazionale per l'occupazione è quasi esaurito ». L'assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, per il momento non commenta e fa sapere che sul tema si stanno facendo verifiche. Nessuna dichiarazione neanche dalla segretaria veneta della Cisl, Franca Porto.
«Purtroppo a settembre eravamo stati facili profeti». Maritan, membro della commissione regionale di concertazione, fa riferimento alle polemiche di qualche settimana fa fra Cgil e Cisl su questo tema: il segretario della prima organizzazione, Emilio Viafora, aveva denunciato l'esaurimento dei fondi per le casse in deroga, ed era stato accusato dalla segretaria Cisl, Franca Porto, di fare «polemiche pretestuose ». Il caso si era chiuso con l'annuncio di Donazzan dell'imminente stanziamento governativo di ulteriori 50 milioni, per rimpinguare il fondo. «Ma il finanziamento non è mai arrivato - sostiene oggi Maritan - il decreto è stato firmato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ma non da Giulio Tremonti. Pare che non vi siano più soldi nel fondo nazionale, il problema veneto infatti lo si registra anche altrove, in Toscana e Piemonte: l'unica regione per cui sono stati stanziati nuovi finanziamenti per le casse in deroga è la Lombardia. Ora ci dicono che per finanziare questa ulteriore tranche il governo pensa di convocare il Cipe, comitato interministeriale per la programmazione economica, per disporre l'impiego di fondi Fas ( Fondo aree sottoutilizzate) altrimenti destinati al 2010. Nel frattempo migliaia di lavoratori e aziende rimangono in attesa». Maritan snocciola dati: «Da aprile ad oggi in Veneto hanno chiesto la cassa in deroga ottomila aziende, di queste otto su dieci sono artigiane. Le autorizzazioni sono state date solo per i primi quattro mesi, fino a metà luglio, 4500 imprese che l'hanno chiesta dopo quella data sono ancora in attesa del via libera. I funzionari regionali ci dicono che non possono più autorizzare nulla se non arrivano i fondi governativi, anzi i 50 milioni, pur non presenti, sono già stati intaccati del 30 per cento 'sulla fiducia'. In realtà per arrivare a fine anno con la cassa in deroga serviranno ulteriori risorse».
I numeri locali del fenomeno li dà Marina Bergamin, segretaria generale della Cgil di Vicenza: «Vicenza conta 26.900 aziende artigiane e almeno ottantamila occupati. Assieme a Treviso siamo la provincia che ha più sofferto la crisi, il 35 % delle domande di cassa in deroga sono vicentine. Stimiamo ci siano 1500 richieste congelate da luglio ad oggi, con settemila lavoratori coinvolti che aspettano l'assegno». L'organizzazione sindacale segnala problemi anche nella formazione connessa all'erogazione della cassa in deroga. La Cgil fa quindi appello alla stessa Regione Veneto: «Serve maggior incisività - conclude Maritan - devono alzare la voce e battere i pugni sul tavolo per chiedere le risorse, anche se si tratta di un governo amico».
Andrea Alba

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