Cig alla San Benedetto: «Il nostro piano mira a salvare l'occupazione».

Cig alla San Benedetto: «Il nostro piano mira a salvare l'occupazione».
Scorzè - La comunicazione della San Benedetto di avvio di procedura della cassa integrazione straordinaria per la riorganizzazione a partire dal gennaio 2010 ha comportato la settimana scorsa la proclamazione dello sciopero da parte delle segreterie provinciali la Rsu Fai-Cisl e Flai-Cgil e il picchettaggio dei lavoratori la mattina del 19 ottobre. La richiesta dell'azienda dovrebbe interessare 114 lavoratori della produzione e 75 lavoratori addetti all'area tecnica e amministrativa.
Durante l'incontro con le rappresentanze sindacali la società ha tentato di approfondire le questioni che riguardano la formazione del personale, la sicurezza dei lavoratori, la sicurezza alimentare, il varo del nuovo modello organizzativo e gli obiettivi produttivi per l'anno 2010. Del resto in una conferenza stampa la San Benedetto ha fatto sapere, tramite il responsabile del personale Franco Favaro, che la decisione è stata presa per riorganizzare l'azienda che se non manterrà il passo con la concorrenza rischia di chiudere in pochi anni. «Le operazioni che stiamo facendo mirano alla salvaguardia dei posti di lavoro per gli anni futuri. Con le innovazioni tecnologiche, la ricerca fatta in casa, il taglio degli sprechi, la flessibilità, i corsi di formazione e il pensionamento riteniamo che nel giro di due anni potremo mantenere l'organico attuale».
Secondo l'azienda con la riorganizzazione e il piano di sviluppo già dal prossimo anno si metteranno le basi per poter essere più competitivi. «Siamo a un bivio - ha sottolineato Favaro - O miglioriamo il rendimento dell'azienda o usciamo dal mercato. Altri concorrenti sono già più competitivi. Producono annualmente un miliardo di pezzi con solo 70 persone in produzione. Proporzionalmente una forza lavoro che è il 60% rispetto a quella della San Benedetto».
Renzo Favaretto

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