Chimica, un vertice Eni-ministero il 21 maggio
L'azienda replica alle accuse di Cacciari: «Accordi rispettati. Le lettere? Mai arrivate»
Fincato non ci sta «Alle nostre richieste nessuna risposta»
Un faccia a faccia tra i vertici di Eni e il ministero dello Sviluppo economico sulla crisi della chimica di Marghera è stato fissato per giovedì 21 maggio. La notizia è trapelata ieri. Il prossimo tavolo romano, quindi, non vedrà la partecipazione dei sindacati e delle istituzioni locali. Una circostanza che era già stata chiarita in diverse occasioni, come il 6 maggio alla Camera.
Il ministro Elio Vito aveva risposto ad un'interrogazione dell'onorevole Borghesi (Idv).
Intanto continuano le polemiche. Dopo le accuse di Cacciari contro l'Eni durante un convegno del Pd, è arrivata la replica. Il sindaco aveva dichiarato di avere scritto decine di lettere all'azienda per chiedere le intenzioni riguardo Marghera, senza risposta. Circostanza smentita dall'Eni: «Quali lettere? Il sindaco non ci ha mai scritto». Inoltre, il gigante dell'energia ha deciso di rendere pubblica una lettera riservata, inviata a Cacciari il 5 maggio. Si tratta di un documento con cui Leonardo Bellodi, responsabile dei rapporti istituzionali di Eni, aveva replicato alle accuse che il sindaco aveva fatto durante una telefonata del 30 aprile usando le stesse argomentazione del discorso del convegno del Pd. Così l'Eni ha divulgato la lettera privata a Cacciari. Bellodi ha ricordato che il primo cittadino aveva affermato che sarebbe stato impossibile per il Comune garantire la prosecuzione dell'intesa per Porto Marghera del 2006 in assenza di una ulteriore disponibilità di Eni ad andare incontro alle richieste di Fiorenzo Sartor.
«Non è questa la sede per illustrare le difficoltà di ordine giuridico - ha scritto a Cacciari il responsabile di Eni - derivanti dall'adesione a tali richieste né voglio ripetere che se la "Nuova Ineos" ritiene che il prezzo del nostro dicloretano sia fuori mercato, può sempre rivolgersi al mercato stesso, non essendo vincolata dall'esclusiva con Syndial». Il responsabile del cane a sei zampe, inoltre, ha puntualizzato al sindaco: «Ritengo doveroso segnalarti che non mi sembra equo legare la vicenda Sartor all'accordo del 2006 che è nato in seguito alla chiusura della Dow. In quei mesi il problema Ineos non era ancora sorto e anzi quest'ultima prospettava ingenti investimenti nel ciclo del cloro e nella costruzione di una centrale elettrica».
Bellodi, inoltre, sostiene che l'Eni avrebbe rispettato tutti gli impegni derivanti dall'Intesa e per tanto chiede al sindaco-filosofo: «Non capisco bene, allora, come si possa minacciare di far cadere un accordo che nulla ha a che vedere con la crisi attuale. Ciò detto, non possiamo andare contro la volontà del Comune. Se non vi sono più le condizioni per gli ingenti investimenti che Eni prevedeva di realizzare nella raffineria, ne prendo atto con rammarico e ci organizzeremo di conseguenza». Dichiarazioni che non sono andate giù all'assessore comunale al Piano strategico Laura Fincato che ha detto: «Il sindaco, dal 2006 ad oggi, ha avuto tantissime occasioni di chiedere ad Eni che cosa intendesse fare e tutto quello che ha ottenuto è un silenzio assordante. La società dica chiaramente: l'intesa c'è o non c'è?». La Fincato e Cacciari oggi alle 19 saranno in Municipio a Marghera per un'assemblea pubblica per parlare di questi temi.
Intanto ieri l'ufficio stampa di Vinyls Italia aveva annunciato che Sartor stava per inviare una lettera alla prefettura per chiedere la precettazione dei lavoratori comandati di mettere in sicurezza gli impianti. Ma poi Franco Baldan di Filcem-Cgil ha dichiarato: «Niente precettazione: ho parlato con i delegati delle rsu e mi hanno assicurato che gli operai torneranno al lavoro per garantire la sicurezza. C'è stato solo un equivoco».
(Michele Bugliari)