Chi non paga manda in rovina il Paese
Prestazioni in nero, sommerso, prodotti venduti e comprati senza il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto. I dati dell'Agenzia delle Entrate sull'evasione dell'Iva in provincia testimoniano soprattutto questa situazione. «Per Irpef e Irap ci troviamo di fronte a una evasione a livello di quella europea - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - Stiamo parlando di una percentuale di mancati pagamenti che si aggira fra il 10 e il 15 per cento. L'Irap, in particolare, è quella che si può evadere di meno. Insomma, non si può parlare in questi casi di infedeltà fiscale». Per quanto riguarda l'Irpeg, «la percentuale sale, però bisogna dire che nel territorio veneziano non ci sono poi molte grandi società di capitali». Ben diverso il discorso relativo all'Iva. «Stiamo parlando di una vera e propria tassa sui consumi - ricorda Bortolussi - ed evidentemente circolano molte merci e prodotti sui quali non è stata pagata l'Iva. Lo stesso discorso vale per certe prestazioni professionali». Secondo il segretario della Cgia di Mestre, comunque, «chi evade fa concorrenza sleale nei confronti di chi paga». In ogni caso «la pressione fiscale in Italia è eccessiva, tanto che le aziende pagano ormai il 50 per cento di tasse». Per Emilio Viafora, segretario provinciale della Cgil, «serve al più presto una riforma fiscale». Infatti, «non è possibile che i lavoratori dipendenti versino l'80 per cento del gettito totale. Se non si combatte l'evasione il Paese rischia di andare a gambe all'aria. E' stato un errore, per esempio, eliminare la legge sulla tracciabilità». (g.cod.)