Centrodestra ok ma non stravince. E la Lega cala

La 2a lista "Razza Piave" non premia il Carroccio Tiene invece il Pdl anche grazie a "Forza Veneto" Cresce un po' il centrosinistra, terzo polo al 6,8%

TREVISO Il politologo Paolo Feltrin, che guida l'Osservatorio elettorale della Regione, parla esplicitamente di «qualche campanello d'allarme» per il centrodestra («siamo di fronte a una coalizione che ha ancora la stragrande maggioranza di voti, ma ha registrato qualche segnale di arretramento»), senza peraltro voler scendere nell'analisi dei consensi registrati dai due grandi alleati-concorrenti, la Lega e il Pdl.
MURARO VINCE, LA LEGA FRENA. Nel confronto interno tra Carroccio e "azzurri" però i numeri del voto di ieri alle provinciali di Treviso - forse le uniche facilmente confrontabili con il risultato di un anno fa quando nelle urne si espresse l'intero Veneto - un piccolo verdetto l'hanno dato. Nessun problema per Leonardo Muraro (Lega) che già al primo turno è stato confermato presidente della Provincia trevigiana con il 57,6% dei voti. Ma per la Lega nord il voto di ieri ha segnato di fatto un ridimensionamento rispetto all'exploit di un anno fa, quando raccolse il 48,5% dei consensi. «Che perda qualche punto non c'è da stupirsi, visto che l'anno scorso c'era l'effetto traino del candidato governatore Luca Zaia», osserva giustamente Feltrin. Resta il fatto che il Carroccio, che aveva deciso di schierare anche una lista civica-territoriale "Razza Piave" a fianco di quella ufficiale con il simbolo del partito, mettendo assieme i due risultati ottenuti (vedi grafico) arriva poco sotto al 41%, segno che di punti percentuali sul terreno ne ha lasciati ben sette.
IL PDL MIGLIORA. Diverso il discorso per gli alleati del Pdl, che partivano peraltro da un traumatico 15,6% registrato un anno fa in terra trevigiana. Grazie anche alla lista di appoggio "Forza Veneto per l'Italia" il partito di Berlusconi ha smentito chi prevedeva una possibile emorragia ulteriore, e sommando i due risultati è leggermente risalito: 16,7%. Anche senza i finiani del Fli. Il coordinatore trevigiano sen. Maurizio Castro che può sorridere: è andata esattamente come si era augurato alla vigilia. La responsabilità del leggero arretramento della coalizione che ha vinto, insomma, non è certo del Pdl.
IL CENTROSINISTRA RISALE UN PO'. Può sorridere un pochino anche il centrosinistra. La sconfitta è forte (il divario con gli avversari è di quasi 100 mila voti) ma la candidata Floriana Casellato porta a casa il 32% dei voti, risalendo rispetto al risultato delle regionali del 2010 (25% a Treviso). «Malgrado il successo di Treviso, dove il Pdl è stato ridotto all'irrilevanza, nei Comuni doveva aveva sfidato l'alleato la Lega ha fallito l'impresa», sottolinea Rosanna Filippin, segretario veneto del Pd. «La partita dei ballottaggi è apertissima. E noi ci saremo per dare voce alla voglia di cambiamento».
TERZO POLO: «SIAMO L'AGO DELLA BILANCIA». L'anno scorso con De Poli il 6,5%, quest'anno con Zabotti il 6,8%. Il risultato del cosiddetto "terzo polo" sembra restare quello dell'Udc e dellUnione Nordest, nonostante le alleanze con Api e Fli. «Saremo l'ago della bilancia in molte realtà. Certo - riconosce l'on. Giorgio Conte coordinatore veneto del Fli - siamo consapevoli che il Veneto rappresenta per noi qualche difficoltà in più. Inutile negare quindi che queste elezioni per noi di Futuro e Libertà sono un test parziale: il Partito è ancora giovane».
Piero Erle