Cento risparmiatori chiedono i danni alle banche locali

Un centinaio di risparmiatori padovani che, tra il 2006 e il 2007, ha investito circa 200 milioni di euro nei fondi emessi dal colosso americano Lehman Brothers dichiarato fallito dal Tribunale di New York, farà causa alle banche locali. I funzionari di allora li avrebbero mal consigliati nonostante i pesanti rischi che correvano. Venerdì prossimo, nella Sala della Camera di Commercio alla Stanga, dalle 9 alle 13, i responsabili di Adiconsum-Cisl, Walter Rigobon e Roberto Nardo, terranno un'assemblea, alla quale parteciperanno quasi tutti i «bidonati» ed in cui i rappresentanti della società italo-inglese Martingale, con sede a Milano, Fabio Delzio e Gianmarco Bardelli, illustreranno le modalità tecniche da osservare per cercare di riavere indietro quanti più soldi possibili. «Non è giusto non fare niente per recuperare i soldi investiti- spiega Nardo-. La somma media affidata da ciascun investitore alla Lehman Brothers è di 50.000 euro, ma c'è anche un imprenditore che ha consegnato alla propria banca un milione e mezzo. E' inutile aspettare buone notizie dagli Usa, che non arriveranno mai. Dopo che il Comune ha deciso di fare causa, per ovvi motivi, solo al Consorzio Patti Chiari, è necessario che i singoli risparmiatori facciano causa ai rispettivi istituti di credito, di cui si fidavano ciecamente. «In modo particolare l'Adiconsum consiglia di intraprendere la strada del tribunale a tutti quelli che hanno investito i loro soldi dopo il primo giugno 2007. Ossia dopo il periodo in cui, sia in Italia che all'estero, erano ben noti i rischi che correvano perché la Lehman Brothers era già in cattive acque. (f.p)

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