Cento foto di migranti svelano «la vita degli altri»
Cento foto di migranti svelano «la vita degli altri»
«Abbiamo voluto normalizzare la diversità, documentando attraverso queste fotografie la normalità delle vite dei moltissimi straneri che hanno deciso di venire in Italia». Maurizio Masotti descrive con queste parole la mostra «la vita degli altri» che ha curato insieme a Sokol Palushaj e che rimarrà in aperta a Porta Palio fino a sabato. Oltre cento scatti del fotografo emiliano Luca Gambi, per descrivere le vite degli immigrati.
In occasione della settimana dell'immigrazione che si concluderà domenica con la 18esima festa dei popoli a Villa Buri, le segreterie locali di Cgil, Cisl e Uil hanno voluto portare in riva all'Adige questa mostra che ha da un anno e mezzo sta girando la Penisola.
«L'esposizione è divisa in tre momenti distinti: la casa, la scuola e il lavoro - ha spiegato Gambi - . La maggior parte delle fotografie sono state scattate a Ravenna, ma sono esposte anche le immagini di famiglia che siamo riusciti a farci prestare da alcuni immigrati. Questa è una sezione molto importante perché carica di nostalgia».
La stessa nostalgia che traspare da alcuni dei temi dei bambini immigrati, pubblicati sulle pareti della mostra. «Sono partito con il gommone alle 24 del 6 settembre 2001 e sono arrivato in Italia alle 2 del mattino dopo» ha scritto un ragazzo albanese di 10 anni. Un fenomeno che colpisce non solo gli stranieri, ma gli stessi italiani costretti a spostarsi da una regione all'altra. «Allora partii e la faccia dei miei amici era vuota e triste - ha scritto un ragazzo emigrato da Potenza a Ravenna -. Il ricordo di quei visi ce l'ho nel cuore».
Il tutto nella cornice di Porta Palio, messa a disposizione dall'omonima società di Mutuo Soccorso. «Questa porta costruita 500 anni fa dal Sanmicheli per aprire la città verso l'esterno - ha detto Giulio Segato, presidente della società - . Questa iniziativa rinvigorisce lo spirito del grande architetto». La mostra rimarrà aperta ogni giorno dalle 16 alle 20.
E.P.