Catozzo (Occhiobello): «Solo effetto mediatico, qui i dipendenti erano bravi anche prima»
Catozzo (Occhiobello): «Solo effetto mediatico, qui i dipendenti erano bravi anche prima»
Lavoratori pubblici:fra marzo 2009 e 2008 punta del 72,4% in meno
Comune capoluogo a -48,2%
Aziende sanitarie a - 32%
Domenica 19 Aprile 2009. Tre comuni della provincia di Rovigo (Occhiobello, Porto Viro, Porto Tolle) nella Top 10 veneta di quelli con una fetta di dipendenti trasformati da "fannulloni" a virtuosi dopo l'entrata in vigore del decreto Brunetta. Un Primato rispetto alle altre province, a parimerito solo con Treviso.
È l'esito delle riduzioni più significative delle assenze per malattie dei dipendenti pubblici in regione, pubblicate nel sito del ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione. Quello appunto retto da Renato Brunetta. I dati comparano la differenza tra i giorni di malattia del marzo 2008 e del marzo 2009. I risultati sono eclatanti. Fra i comuni veneti (presi in considerazione solo quelli con più di 50 dipendenti) al 1. posto c'è Sona (Verona) con -78,1% di assenze per malattia, al 4. posto Occhiobello con il 72,4% in meno di assenze, al 9. Porto Viro (-63,9%) e al 10. Porto Tolle (-62,3%). Nelle altre posizioni della Top 10 figurano nell'ordine Vedelago (Treviso, -75,7%), Torri di Quartesolo (Vicenza, -73,2%), Bovolone (Vr, -71,7%), Conegliano (Tv, -71,5%), Dolo (Venezia, -69,2%) e Oderzo (Tv, -67,1%).
Il decreto Brunetta insomma funziona. Prima i dipendenti pubblici (non tutti) un po' ne approfittavano, ora stanno più attenti con le assenze.
«Per quanto riguarda Occhiobello - spiega l'assessore Roberto Catozzo, che sovrintende i 63 dipendenti - è troppo populista dire che una volta erano tutti fannulloni e ora tutti bravi. Il nostro personale era bravo anche prima, abbiamo un'alta considerazione delle sue qualità. Tanto che attraverso il piano occupazionale triennale abbiamo praticamente stabilizzato tutti, eliminando le figure di co.co.co. Non è da noi quindi che si doveva colpire. Va comunque detto in generale che il decreto Brunetta una mano l'ha data. Non tanto per l'effetto delle misure punitive sullo stipendio, ma per il battage mediatico».
Oltre ai comuni della Top 10, in classifica abbiamo anche il comune di Rovigo al 23. posto (-48,2% di assenze), le Ulss di Adria e Rovigo rispettivamente al 44. e 45. posto (-32,4%, - 32,1%) e l'Amministrazione provinciale al 50. (-28,6). Fuori dalla Top 50 il comune di Adria con -6,9%. Il calcolo è stato condotto su 4.294 amministrazioni pubbliche. Il dato medio complessivo è di 35,9% di ore d'assenza in meno. Il 29,5% in meno se si scorpora l'effetto calendario, ovvero il fatto che nel 2008 Pasqua è caduta in marzo. Ciò dimostra come il recupero di assenteismo a Occhiobello, Porto Viro, Porto Tolle e Rovigo sia stato superiore alla media.
«È indubbio che oggi se il lavoratore ha bisogno di un giorno o se ha qualche linea di febbre preferisce prendersi ferie, piuttosto che veder decurtato lo stipendio - spiega Fabio Osti, sindacalista della Uil funzione pubblica - Con l'effetto Brunetta ci ha rimesso soprattutto chi sta a casa davvero poco e per necessità. Ora si vede decurtato lo stipendio per colpa dei furbetti. Una volta per predisporre gli organici si teneva conto delle ferie più otto giorni di malattia in media l'anno. Ora tale parametro, per me realistico e accettabile, di fatto non possono più esistere».
Ivan Malfatto