Casse edili, via dal sistema Ance. Le imprese Confapi passano con Cna.

Venezia - Le piccole imprese edili di Confapi abbandonano le casse edili provinciali dell'Ance per scegliere l'ente bilaterale di Cna. Lo prevede il documento firmato ieri che sancisce ufficialmente l'ingresso di Aniem-Confapi in Ceva, la casse edile regionale promossa da Cna Costruzioni. Rispetto agli enti paritetici dell'associazione confindustriale, il principale vantaggio di Ceva è l'avere un'unica struttura veneta. È questo il primo motivo che ha portato gli edili della piccola industra a scegliere di schierarsi con l'artigianato, in accordo con i sindacati Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Fenal-Uil, ampliando il raggio d'attività di Ceva, che fornirà i propri servizi previdenziali e assistenziali, a fine processo, a circa 1600 aziende e 6mila lavoratori edili in regione. Il protocollo, firmato dal presidente di Cna Costruzioni e di Ceva, Roberto Strumendo, e dal presidente di Aniem, Alessandro Tonello, prevede l'apertura della compagine sociale dell'ente bilaterale già da questo mese. «La scelta di entrare in Ceva si giustifica con la possibilità per le imprese di tutte le province venete di avere come riferimento un'unica cassa edile regionale», spiega Tonello. Doppio il vantaggio rispetto all'organizzazione su base provinciale, del sistema Ance, al quale le 600 imprese associate a Confapi si erano appoggiate. Innanzitutto, spiega Tonello, «entrando nel capitale sociale e nel consiglio di amministrazione di Ceva avremo pari dignità. Le nostre aziende che operano spesso in più province vedranno una riduzione degli obblighi burocratici, dovendo rivolgersi ad un'unica struttura». Semplificazioni necessarie anche per il periodo ancora critico del settore. Nel secondo semestre frena solo la vertiginosa caduta dell'edilizia veneta, da un -7,5% a un -2,3%: «I segnali di ripresa rimangono - dice Strumendo - timidi e controversi».