Cassa integrazione, la febbre non passa Nei primi sei mesi 63 milioni di ore
I nuovi dati. Porto (Cisl): «Urgono nuove azioni di sostegno»
VENEZIA - Nei primi sei mesi del 2010 le ore di cassa integrazione autorizzate in Veneto sono state pari 63 milioni emezzo, 10 milioni nel solo mese di giugno, contro gli 82 milioni sommati nell'intero corso del 2009. I calcoli sono della Cisl regionale (sui dai Inps), che evidenzia anche come, a fronte di una flessione della Cig ordinaria, corrisponda un ben più robusto incremento della misura straordinaria, comprendendo in quest'ultimo segmento anche la Cig in deroga. Un quarto del monte ore di giugno, rileva ancora il sindacato, è da attribuirsi all'area dell'artigianato, mentre la quantità riferibile al commercio corrisponde a 1,5 milioni.
Tutto il resto, come prevedibile, ricade sull'industria e sull'edilizia. «La crisi non passa da sola - ricorda Franca Porto segretaria generale della Cisl del Veneto - e anche i leggeri segnali di ripresa che arrivano dal manifatturiero non hanno effetti positivi sull'occupazione. Al massimo si muovono un po' le assunzioni a breve termine visto che le aziende avevano ridotto al minimo gli addetti nei mesi scorsi. Servono quindi azioni concrete di sostegno a una ripresa che comporti anche lavoro ed occupazione: un risultato che non cala dal cielo ma dalla messa in moto di tutte le risorse disponibili e per questo tutti i soggetti politici e sociali devono assumersi la propria parte di impegni e responsabilità». Porto ha quindi rinnovato la richiesta, in particolare alla Regione Veneto, perché tutte le parti sociali abbiano un tavolo permanente dedicato ai temi dello sviluppo.